Allora incominciò un via va, un via vieni del marito e della moglie a raccattare danari di per la terra, e portarli su la tavola: siccome in cotesta fatica presto incominciarono a grondare sudore dalla faccia e con le mani sozze dal maneggiare metallo se l'erano asciugato, divennero orribili a vedersi. In effetto la moglie fissando all'improvviso il marito proruppe in altissimo strido, e si fece il segno della croce.
— Scema! che ti frulla pel capo adesso?
— Santissima vergine, che paura! mi era parso mi fosse apparito il diavolo.
— A te è parso vederlo, ma io lo vedo di sicuro. — Mettiti accanto a me, separiamo le monete di rame da quelle di oro e di argento, dacchè tutte non le possiamo portare.
Ed uno allato dell'altro, rischiarati dal lucignolo di un lume a mano, presero a fare tre mucchi di queste diverse monete. Chiunque gli avesse veduti conci com'erano, anima e corpo intenti a cotesto travaglio, non so se più avrebbe pianto o riso sopra la miseria umana. Mariano che con un occhio guardava il gatto coll'altro la padella sospettò la moglie gli avesse involato una moneta, onde brontolando disse:
— Dove hai messo la moneta?
— Qual moneta?
— Quella che tenevi poc'anzi fra le dita.
— Al monte.
— Non è vero nulla; mostrami la mano, — eccola. — Mostrami quell'altra. — Bada bene di non rubare, perchè altrimenti tu andrai all'inferno, e poi io ti spaccherò la testa con questo pietrone.