— Su presto, intantochè si avvolge la fune alla persona, favella alla serva; so che a tela ordita Dio manda filo, tu piglialo da capo sotto le ascelle, che sei più forte e meno affaticata di me; io lo agguanterò per le gambe e via.

E come disse fecero; la serva passò le proprie sotto le braccia di lui, lo strinse forte, e se lo recò sul petto; l'altra si mise tra mezzo alle gambe recandosene una per braccio, e si allontanarono gambettando leste come pernici inseguite. Arrivate a casa, stesero il morto su la tavola; ciò fatto Lella ordinava alla serva:

— Ora va a casa da i parenti miei, batti forte ma senza furia, e aspetta tanto che ti abbiano sentito. Quando qualcheduno si sarà affacciato alla finestra gli dirai: — in casa Campana evvi un morto — e te ne andrai subito senz'altre parole, capisci? senz'altre parole.

Partì la serva; ella rimase sola col morto; prima di tutto gli ricacciò gli occhi in testa perchè gli erano schizzati fuora, e come meglio potè glie li rinchiuse. Che Lella possedesse anima e nervi di bronzo, non importa ch'io dica, nondimanco cotesti occhi penzoloni le mettevano paura; lo lavò col vino, lo pettinò; con molto stento lo vestì della cappa della confraternita di San Francesco del padre suo; gli coperse le faccia di un mantile bianco su cui ella medesima aveva ricamato il nome di Maria; gli sottopose al capo il guanciale ripieno di paglia fresca; tra le mani gli adattò un Cristo, quantunque non le riuscisse a piegare le dita irrigidite del morto tanto, che sembrasse le tenessero strette; e ai quattro lati della tavola accese quattro candele di cera. Ciò fatto s'inginocchiò da piedi sul terreno ignudo, e aperto il breviario prese a dire l'uffizio dei morti.

La serva in questa si aggirava per Corte dando l'avviso alla parentela dei Campana: grande sbigottimento si faceva in coteste case, imperciocchè chi fosse il morto non sapevano. Orso a quell'ora si trovava a Bastia; i fratelli e i nepoti di rado si recavano a Corte; rimaneva Lella, ma lei non poteva essere, dacchè era ella che li mandava ad avvisare: temevano di qualche tranello, e per altra parte sembrava enormezza non rispondere alla chiamata in tanto estremo; scelsero pertanto una via di mezzo, mandarono le donne a scoprire marina; chiariti da loro del come si mettevano le cose, sarebbero andati ancora essi.

Le donne una dopo l'altra arrivarono, e, chi è morto? domandavano esse, Lella in piedi accanto alla tavola rispondeva: — il mio fidanzato. Allora le donne avvicinandosi alla fanciulla una dopo l'altra ne prendevano il capo con ambedue le mani, e fronte accostata a fronte così restavano per circa un minuto; poi traendo dolorosi omei non senza percotersi il seno e il volto, e taluna anche stracciandosi i capelli, andavano a porsi ritto lungo la parete. — Questa cerimonia i Côrsi chiamano Scirrata.


La lettera ricevuta dal Paoli conteneva queste parole: — Eccellenza. Adesso adesso ci giunge l'avviso, che il corpo di Giovan Brando è stato rapito; stiamo dietro a rintracciare i trasgressori.

E forse per questa causa il generale abbreviò le sue quistioni convivali troppo più presto, che non avrebbe desiderato. Rimasto solo diè forte del pugno sulla tavola ed esclamò:

— Sarebbe stato meglio non fare quel bando; ma una volta fatto si deve obbedire: altrimenti ritorna la Babele genovese; e il punto va raccattato sotto pena di vedere andare a male tutta la calza.