— Pasquale, nelle anime rette la rea passione non entra mai per la porta maestra, ella piglia per dietro, e si caccia per la gattaiola; penetrata in casa, in un attimo diventa in guisa gigante, che non la puoi buttar fuori dalle porte nè dalle finestre.

Pasquale, io ho veduto perfino le immagini della Immacolata diventare nere per troppo incenso. — Te lodano ogni giorno, e lo meriti; se ti lodassero meno farebbero meglio, e tu saresti savio se a coteste lodi sbardellate ponessi modo; e se, come credo, aborrisci veramente farti tiranno, non pigliare nè manco usanza con le apparenze della tirannide.

— Ma io non mi sono accorto di avere offeso così la temperanza dei padri nostri di lasciare adito a sospetti: in casa mia alla Stretta si adoperano ancora posate di bossolo, e le impannate coprono le finestre.

— Sì, ma qui le usi di argento; e questi, che vedo alle finestre, sono cristalli; nè il velluto, per quanto io sappia, fu mai lavorato in Corsica.

— Come privato vivo secondo l'osservanza antica, ma come magistrato supremo mi parve degno della nostra nazione mostrare alquanto più di decoro.

— E vi parve male. Pensate voi, che Pirro e i suoi legati stimassero più o meno il popolo romano e Fabrizio perchè lo trovarono a cuocere rape?

— Oh! volgevano allora altri tempi; in cotesti giorni di virtù repubblicana la povertà tenevasi in pregio; adesso si reputa colpa; certo la non si legge scritta in verun codice, ma la trovi scolpita in luogo troppo più dannoso, nel cuore umano.

— Pasquale! Pasquale! Picchiatevi il petto, e dite mea culpa; perchè concedeste i passaporti ai francesi? Perchè permetteste i mercati in prossimità dei presidii? L'oro francese serpeggia come veleno nelle vene dei Côrsi; e il lusso non entra mai solo nei paesi, bensì a braccetto della corruzione.

Il Paoli divampò in volto; senza dubbio perchè senti mordersi il cuore: cotesto rimprovero che adesso gli moveva il frate ad alta voce, sovente, come in altra parte fu avvertito da noi, glielo sussurrava sommesso la coscienza; onde piuttosto acerbo rispose: — Voi, usi nei chiostri, delle faccende umane intendete niente. La Corsica difettava di danaro, e per sostenere guerra giusta contro i nemici faceva di bisogno procacciare artiglierie, di ogni maniera, armi, munizioni e simili altri monimenti: ora a tutte queste cose provvidi coi denari del nemico: e senza i mercati concessi, in quale guisa io glieli avrei potuto cavare di tasca? In verità se voi non me lo insegnate non saprei indovinarlo io. I partiti politici presentano sempre molte facce: ogni diritto ha sempre il suo rovescio, e la necessità costringe i cimenti; gli uomini poi non possono prevedere tutte le sequele, di qui, padre Bernardino, di qui, la fortuna buona è la rea. D'altronde ho fatto esperienza di questi fieri fratelli nostri, e non li trovo punto corrotti.

— Oh! qui sui monti no, perchè sui monti si vive più da presso a Dio, ma per le città e le campagne circostanti temo che sia diverso. — Ad ogni modo piaccia alla Provvidenza, che i quattrini francesi rechino minore danno a noi che a loro il ferro che ne abbiamo comprato.