La consulta mareggiava muggiando come onda flagellata dal vento, ma vedendo che padre Bernardino Casacconi tutto aggrondato recavasi in mezzo della chiesa, nel presagio di udire cose singolari si tacque. Il cappuccino levata la mano impetrò l'attenzione degli uditori, e di leggieri l'ottenne, allora con voce sonora e lentamente disse:
— Mi vennero riportate di taluni di voi altri infamie sacrileghe; mi affermarono come vi ha taluno fra voi, che scoperchiata la sepultura di sua madre grida a chi passa: entrate signori, a vedere le ossa di una meretrice: mi accertano, che taluno fra voi così si vanta: io giuro per la Immacolata, che stilla di sangue di mio padre non mi corre nelle vene. Voi fremete tutti d'ira e di rabbia; sta bene, ed io pure, se non mi tratteneva la reverenza dell'abito che porto avrei di un coltello spaccato il cuore all'empio calunniatore. Però in siffatte sventure l'ira non rimedia nulla, nè le pugnalate si ricevono per prova: voi però tanto Dio ama, che vi ha conservato uno spediente di ridurre in cenere con una parola... una parola sola cotanto vituperio. — Qui trasse fuora dalla manica un rotolo di carta il quale, dopo avere spiegato, con molta solennità, lesse: — «il nostro attaccamento, e il nostro rispetto pel Re di Francia sono sempre più umili e inalterabili, e a lui affidando le nostre speranze non avremo più luogo a dubitare in appresso della sua compassione; ma se per disgrazia tanta fiducia ci venisse a mancare, non ci rimane altro che abbandonarci nelle braccia del Dio degli eserciti, e noi ci armeremo di una disperata risoluzione di morire piuttosto gloriosamente in guerra, che ignominiosamente servire, ed essere spettatori dei mali innumerabili che si tramanderebbero alla nostra posterità: laonde termineremo col sentimento dei Maccabei: melius est mori in bello quam videre mala gentis nostræ.»
Così i padri vostri decretarono nel 1733; ora chiunque accetta questa eredità si manifesta figliuolo pietoso e degno cittadino; chi la ricusa dichiara, che intende essere tenuto e chiamato bastardo.
E' fu come mettere fuoco alla mina; dallo scoppio degli urli, fu visto tentennare il Cristo dall'altare maggiore, come se volesse scendere giù dalla croce e mettersi a parte della difesa della libertà; gli stendardi appesi al cornicione presero ad agitarsi violentemente quasi drappellati da mani invisibili; le immagini dei santi, le lapidi delle sepolture si circondarono di un nuvolo di polvere, i campanelli della chiesa scossi dall'aria rotta suonarono; l'acqua santa si spinse impetuosa di contro gli orli delle pilette, e li superò; le fiammelle delle lampade accese davanti il sacramento ventilate sfavillarono; insomma cose animate e inanimate al sacro grido di libertà palpitarono.
La più parte dei procuratori proruppe fuor dalla chiesa, esultanti come gli apostoli uscirono dal paracleto, e come gli apostoli si diffusero fra la moltitudine a bandire l'evangelio; imperciocchè ai montanari côrsi l'annunzio della guerra sonasse proprio lieta novella; taluno però staccate le bandiere dal cornicione della chiesa si fece in fretta a drappellarle su in cima al tetto; altri si attaccò alle funi delle campane tirando giù alla disperata, anzi vi fu tale che tratto fuori dalla passione, dimenticando mollarle andò a dare di picchio col capo al palco quando la campana volse la bocca impetuosamente all'insù; ventimila labbra presero a cavare suoni dai colombi da cacciare i morti dalle sepolture a dieci miglia dintorno, e ventimila dita al punto stesso toccato il grilletto spararono ventimila tra schioppi e pistole a marcio dispetto del padre Casacconi che arrangolava: risparmiate la polvere; ma non lo sentivano, a giudicarne dai gesti furibondi lo pigliavano per lunatico. Non era da credersi, che il castello di Corte fra tanto fracasso eleggesse starsene zitto; in vero appena mirò sventolare le bandiere sul tetto di san Marcello prese a esprimere la sua contentezza a cannonate. Il bombardiere o fosse uomo di poca creanza, ovvero la soverchia gioia gli facesse dare la volta, sparò il cannone dietro le spalle del Paoli e del Valcroissant senza avvertirli, ond'essi spiccarono un salto come caprioli.
— Che significa questa storia? domandò il Valcroissant tutto intronato.
— Significa certamente, che la consulta ha deciso doversi difendere dagl'ingiusti assalti fino all'ultima goccia di sangue.
— Non ci è rimedio, sono matti!
— Silenzio, signore, allorchè gl'Inglesi vinto in più battaglie il vostro popolo, scorse le vostre terre, occupato Parigi, una povera villana mosse a sollevare gli spiriti abbattuti, promettendo la vittoria in nome di colui, che esalta gli umili ed abbatte i superbi, la chiamaste matta voi altri? Ciò, che su le sponde della Senna considerate divino, con qual pudore oltraggerete come follia su quelle del Tavignano? Non fate getto di tutte le virtù che onorano i popoli; poichè buttaste fuori di finestra la giustizia, non le mandate dietro il giudizio, e se ad ogni modo vi garba vituperare, pensate prima chi meriti maggiore biasimo fra questi due, o il potente che intende commettere la ingiustizia, o il debole, che mette allo sbaraglio averi, e vita per non patirla.
Il Francese abbassò la coda come il cane il quale abbia assaggiato la mazza, ma per poco; e come la sua natura comportava, indi a breve comparve più baldanzoso di prima; onde nello scendere dal castello avendo veduto un capannello di gente intesa ad ascoltare un uomo che ritto sul muricciuolo delle case Gaffori favellava accompagnandosi con gesti accesissimi volle anch'egli accostarsi mescolandosi ai Côrsi. Invano ne lo dissuadeva il Paoli, e certo è da credersi che se fosse stata nei Côrsi minore o l'osservanza della ospitalità, o la reverenza pel generale, cotesto era mal giorno pel colonnello Valcroissant. Pertanto da veruno offeso e nè meno proverbiato potè mirare un giovane di sembianza gentilesca, di vestire eletto che orava alle turbe in questa sentenza: