Assentirono tutte non senza gemiti di dolore, o accenti d'ira giusta l'indole di ciascuna di loro; e il Valcroissant quinci torcendo il cammino, tentennato il capo, diceva: — ecco un voto ch'è più facile profferire, che osservare.
Non lo udì il Paoli, che conosciuta la zitella si volse a salutarla: ella era Serena, figliuola dell'Albertini assassinato. Il generale, prima di entrare in casa, si fermò sopra la soglia, dove, dopo avere fatto non so quale cenno a Minuto Grosso, che salì lesto le scale prese a favellare in questa sentenza:
— Signor colonnello, voi avete udito la deliberazione della Consulta, e qualora vi piaccia potete aggiungere se spontanea o provocata da me. Adesso la vostra presenza qui non gioverebbe più a noi, e nè a voi. Iddio assista la causa migliore, Altobello, pigliate una dozzina di guardie, e scortate l'oratore francese, e la sua compagnia a qualche miglio fuori di Corte; voi Ambrogio gli servirete di guida fino alla foce del Golo per la via di Accia procurando non deviare mai dalla strada battuta. — In questa scese Minuto Grosso con un foglio stampato, e una penna; il Paoli prese l'uno e l'altra, scrisse il suo nome, e poi consegnata la carta ad Ambrogio aggiunse: — questo è il passaporto: dove occorra mettetelo subito fuori, e minacciate da parte del Supremo Consiglio, a cui si attentasse toccare a questo ufficiale pure un capello, severissime pene...
— Come? correrebbe forse pericolo un ambasciatore di S. M. Cristianissima? Così osservano la fede quaggiù? Di questa sorte è dunque la vantata lealtà côrsa?...
— Col riprendere aspramente i vizî altrui voi siete usi di onestare i proprii, cavaliere Valcroissant. Voi foste i primi a violare la fede assaltando a tradimento Patrimonio, e Barbaggio...
— Signor generale, questo è tale oltraggio che un soldato di Sua Maestà....
Ma il generale trattolo in disparte con voce turbata, quantunque sommessa, soggiunse: — Tacete, e ripigliatevi questi danari e questi arnesi co' quali voi, ospite, che invocate il diritto di ospitalità, tentaste corrompermi i miei servitori. Se voi altri conservaste in cuore uno scampolo di quelle virtù di cui tenete fondaco su le labbra, beati voi! felice il mondo! Partite, e più presto tra me e voi porrete il tratto che giace tra Corte e Bastia, tanto meglio farete. Addio.
Il cavaliere Valcroissant, quantunque rotto ad ogni sfrontatezza cortigiana, sentì salirsi le vampe alla faccia; appena ebbe balia di salutare il generale, e mogio mogio tornò a casa. Colà ridotto, la mortificazione testè ricevuta non ebbe, a quanto sembra, valore di sconcertarlo in guisa da impedirgli di aprire l'involto per vedere se alcuno mancasse dei danari o degli arnesi donati. Bisogna confessarlo a malincuore: non ci erano tutti; onde il Valcroissant ebbe ragione di fregarsi le mani in atto di compiacenza; non l'ebbe ad esclamare: — siamo a cavallo!
Ebbe ragione di rallegrarsi perchè non sentirsi soli dà fiato anche ai tristi; sarà se volete allegria di dannati, ma la cosa sta come la conto; ebbe torto, perchè un diavolo, ed anco due non fanno l'inferno, e prima di venire a capo della libertà della Corsica e' sarà forza mandar giù pane pentito, e di molto.
Si affrettò pertanto il cavaliere a partire; Ambrogio gli camminava dinanzi ad esplorare la strada, poi veniva il cavaliere solo assai torbo in vista; dietro la sua compagnia, e con la scorta condotta da Altobello di Alando, formava parte della comitiva del colonnello Rinaldo Cassagnac, purissimo sangue guascone, che le sparava grosse come campanili, ma da questo difetto in fuori, mettici un po' di prepotente e un tantino di bue, era la miglior pasta di giovane che vivesse in Parigi; egli e Altobello a voce sommessa alternarono lungo la via discorsi pei quali si sentirono tratti a stimarsi scambievolmente: sicchè quando furono in procinto di lasciarsi, l'Alando gli disse: