— Non è così, rispose l'altro; gli uomini che combattono per la libertà valgono tre volte tanto i soldati del re, la più parte dei quali non sa quello che si fa; taluni come me lo sanno e lo detestano.
Il primo di questi ufficiali si chiamava Dumouriez, il vincitore futuro di Jemmappes e di Valmy; il secondo Mirabeau di cui la lingua scalzava il trono di Francia peggio che non avrebbero fatto cento leve di ferro.
Come si confusero gli ordini dei fuggenti, così e più si scompaginarono quelli dei persecutori pigliando ognuno di essi a spacciare il suo; anche i cani aizzati dalla fuga crebbero di rabbia sparpagliandosi per la campagna, e ne successero duelli che sarebbe sazievole riferire.
Non tutti i Côrsi uccisero, nè tutti i cani sbranarono; qualcheduno all'opposto salvò: basti di questi rammentare Nasone, a cui mentre scorazzava per le macchie, occorse un Francese giacente, si fermò in quattro, poi innanzi di accostarsegli fiutò e rifiutò il terreno quasi per ricordarsi: quando parve essersi rammentato, andò oltre spedito, venutogli dappresso si dette ad esplorare se fosse morto o svenuto; bisogna dire lo riscontrasse soltanto svenuto, imperciocchè allora s'industriò a scoprirgli la piaga, e trovatogliela nella gamba sopra il ginocchio, dopo avere strappato il panno, si pose a lambirgliela. Non rimase senza aiuto a lungo nella opera pietosa, che un giovanetto côrso sopraggiungendo, alle sembianza e alle vesti parve ravvisare il Francese; egli pure si affrettò a soccorrerlo; piegato il ginocchio a terra esaminò la ferita; la palla non ci era rimasta dentro ma aveva lacerato le carni e forte ammaccato l'osso; il dolore e la perdita del sangue avevano ridotto a tale cotesto infelice; il giovane trasse fuori della carniera un pugno di fila le quali intinte in certo suo unguento le appose a modo di faldella su la piaga, indi la fasciò: su quel subito non ci era da fare altro nè meglio. Tutto intento alla sua carità il giovane non si accorse che gli era caduto il berretto e molto meno che un altro arrivato lo stava contemplando in tacita adorazione: ad un tratto levando la faccia si vide davanti Altobello, onde subito l'abbassò rossa come la fiamma; Altobello già da parecchio tempo aveva riconosciuto Serena.
— Da quando in qua voi qui?
E Serena sorridendo: — Da quando ci siete voi; voi avete sparato le armi che vi caricava io, e porgeva per di dietro. Allora nel vostro cuore pieno di odio non ci sarebbe entrato di amore nè manco quanto è grosso un granello di panico; però non avete sentito, che io vi stava vicino.
Altobello le prese la mano con le sue, e premendogliela forte disse: — non mi rimproverate, Serena; se vi sapeva di faccia il nemico non avrei potuto fare altro che coprirvi col mio corpo.
In questa il Francese sciolto un fievole sospiro risensava, ed acquistata a pena conoscenza di sè, vedendosi accanto quella immane testa di cane, prese a supplicare così:
— Deh! ammazzatemi di una buona moschettata nel capo, non consentite che mi sbrani il cane.
— Fatevi animo, signor Rinaldo, voi siete fra amici.