— Bene; vorrete darmi ad intendere disperata la fortuna côrsa perchè espugnarono un villaggio e fecero forse un 250 prigioni?

— Cotesto villaggio apre e serra il Capo côrso; i 250 prigionieri sono i migliori soldati ed ufficiali che possedesse la Corsica. Ogni giorno noi ci stremiamo e i Francesi su 38 vele scortate da tre fregate e due sciabecchi hanno a questi giorni spedito otto battaglioni di rinforzo; segreti avvisi mi annunziano prepararsi per la primavera una spedizione con il conte di Vaux a capo, e 40 mila uomini di accompagnatura; munizioni copiosissime, tesoro infinito; premio dell'impresa il bastone di maresciallo al capitano. E come tanto non bastasse ad assicurare la vittoria, dopo impugnate le armi dei forti non trascurano le vili, comprano il tradimento, forse anco l'omicidio; certo è che spingono a prezzo d'oro il fratello a insanguinarsi con la strage del fratello.

— Benissimo. Ciò contrasta a quanto mi venne referito, che il reggimento real côrso al soldo di Francia, avendo dichiarato che non patirebbe combattere contro la patria, ne ottenne scusa.

— Anzi plauso: vecchie lustre, che presero e prenderanno fino al terminare dei secoli i credenzoni; intanto i Buttafoco, il Boccheciampe arrolano compagnie côrse in Bastia, il Capitano Cannocchiale in Tavagna, i Fabiani nella Balagna.

— E voi che fate?

— Io? Chi posso impiccare, senza misericordia impicco; altri a cagione delle grandi aderenze e del pericolo d'inimicarsele bandisco: chi non arrivo, lascio stare — insomma mi trovo al verde; appena faceste rumore all'uscio mi prese vergogna e nascosi un foglio; ora mutato consiglio io ve lo vo' mostrare, perchè giudichiate a che termine siamo ridotti, e perchè mi sembra che ciò faccia più scorno al mondo che a me.

Qui cavò il foglio e lo pose sotto agli occhi del Boswell, che si schermì un pezzo da leggerlo; vinto poi dalla curiosità propria e dall'insistenza del Paoli lesse: «la prego farmi il solito gioco alla benefiziata con la estrazione de' numeri praticata altre volte. Alla signora monaca suora Maria Domenica Rivarola a Livorno. Corte, 9 gennaio...» — Il signor Giacomo levando il capo, soggiunse: «e questo cosa vuol dire?»

— Vuol dire, che mi bisogna confidare al giuoco del lotto la salute della patria.

— O le prese del capitano Lazzaro Costa?

— La prima volta su le spiagge di Provenza s'impadronì di una tartana con 334 barili di polvere e qualche cento schioppi; la seconda qui presso Aiaccio di un'altra tartana che portava sei ufficiali, 64 mila franchi, e non so che altre masserizie d'oro, una fava in bocca al leone.