— Ouf! sei tu?
— Sono io; e vi ho detto: addio Mariano; ho sbagliato, doveva dirvi: addio Caino.
— Tu sbagli, rispose Mariano piegando il ginocchio su la sponda del letto, Caino ammazzò il fratello...
— Voi l'avete tradito soltanto, dunque: addio Giuda.
— E anco qui pigli un granchio, soggiunse Mariano infagottandosi nelle coperte. Giuda tradì il suo maestro e Altobello non mi ha insegnato mai nulla: altra differenza; Giuda vendè Gesù trenta sicli di argento ed io ho venduto il mio fratello venticinque luigi d'oro; per ultimo Giuda s'impiccò ad un albero di fico ed io mi stendo bello e lungo dentro al mio letto; buona notte, Bastiano.
— E da questo momento intendo di non istare più con voi.
— Meno galline, meno pipite.
— Sta bene, adesso che non siamo più padrone nè servo, ve la dirò io una diversità tra voi e Giuda, che voi non avete saputo indovinare.
— Ci avrò gusto a sentirla.
— Giuda s'impiccò da sè, e voi, se altri non v'impicca, v'impiccherò io. Buona notte, Mariano.