— Se mi era fatto lecito di frugare la sporta di madama Serena ciò fu perchè...

— Zitto! mezzo giro a sinistra... marciate...

Il carceriere uscì bestemmiando sotto voce. La panierata all'ora solita venne, e l'onesto capitano fece in guisa di trovarsi sul pianerottolo della scala, dove preso il paniere e scopertolo come per vaghezza di vedere che cosa vi fosse di bello, ad alta voce disse: — E' non sembra che la sobrietà entri nel numero delle virtù dei Côrsi; e sommesso: anco stamani l'ho visitata: in seguito non importa, io pranzerò con lui. — Come vedete, il capitano non mangiava il pane a tradimento a S. M. il re di Francia.

Il giorno appresso il paniere era più grosso; conteneva parecchie bocce di vino smagliante, triglie, che parevano ci fossero sguizzate dentro dal mare allora, una mezza dozzina di pernici e il famoso fiadone; a chi nol sapesse si fa noto come il fiadone sia una maniera di broccio manipolato con zucchero, uova ed altri ingredienti che messo a cuocere in forno rigonfia formando sopra una crosta spessa: però raffreddandosi la crosta casca: ma in questo non era andata così, che o per via di carta o di cerchio di staccio l'avevano tenuta su ritta in guisa che presentava per l'appunto la forma di un coperchio di forno di campagna.

Serena sopraggiunse dopo; intromessa subito nella prigione di Altobello, per prima cosa gli domandò dove avesse posto il paniere, e rispondendole quegli che non lo aveva per anche visto, caddero ambedue in grande perplessità; ricambiatesi appena alcune parole Serena scese nelle stanze del comandante dove trovò il paniere coperto, e il capitano Rinaldo giocondo al solito. Questi le disse che si dava premura di assestare tutti i negozî per non venire disturbato ingratamente quando pranzava col caro amico Altobello; avrebbe quanto prima portato egli stesso il paniere; volere con le sue proprie mani imbandire la mensa. Di questo suo proponimento forte lodò la donna, aggiungendo che la presenza dei servitori mette sempre in soggezione, nè allora possono gl'interni pensieri prorompere fuori liberi, ed anco un po' scapestrati a giocondare la brigata.

— Certo voi parlate di oro, soggiunse il comandante, però non ci terremo appresso altri che Onorato.

— Onorato! e non è egli il vostro servitore?

— Onorato non è un servitore, bensì un cameriere.

Serena non istette a perfidiare, diede volta, entrando su diversi particolari, e quando fu sull'andarsene, si accorse di essersi dimenticata del suo mandillo nella prigione; allora chiese licenza di andarselo a pigliare, la quale agevolmente ottenuta si fece ad avvertire Altobello dell'intoppo; questi levò le spalle, e disse:

— State di buon animo, Serena; il bisogno fa bravo, e tempo darà consiglio.