Il colonnello fu inondato di convenevoli, e non sapea che per poco non lo avevano appeso: la superba arroganza del De-Vaux pensava emendare adesso con la copia degli ossequii la malcreata villania di dianzi. Anche ad Ambrogio, venuto come trombetto, toccò il benefizio del vento mutato, sicchè invece di un nodo scorsoio ebbe in regalo dieci bei luigi nuovi di zecca, che fece proposito depositare nella cassa pubblica, ma poi in onore del vero gli rimasero in tasca; tutta colpa, già s'intende, della cattiva memoria.

Altobello compito il comando tornò in camera del generale scorato; così appariva nel sembiante disfatto, che il padre Bernardino non potè astenersi da domandargli se si sentisse male.

— Ohimè! rispose Altobello, noi non possiamo più vincere...

— Già, proruppe il frate dabbene, nei decreti della Provvidenza, per Dio Santo, dacchè me lo fate dire, non ci ha anco letto nessuno; e dei miracoli se n'è visti anche ai dì nostri; non ci è stato un David solo che abbia rotto la testa a Golia; ed un popolo, fermo davvero a non lasciarsi vincere, sovente opera miracoli da per sè senza incomodare Dominedio: ad ogni modo ci rimane morire...

— Morire! morire! riprese Altobello facendo spallucce, e il frate crucciandosi più che mai gridava con quel suo fare avventato:

— Certo! morire. Per la Immacolata! così disse Leonida alle Termopili ai suoi trecento, e nessuno fece spallucce; e chi era Leonida? Un pagano; e che disse ai suoi trecento? Sta sera cenerete meco, domani ceneremo tutti a casa del diavolo. — Mentre io posso assicurarvi, Altobello, che morendo per la Patria voi andrete a cena con gli Angioli diritto come un cero.

E Altobello: — E non è per questo che io parlo; bensì perchè pensava che la Patria si aspettasse da noi qualche cosa meglio che morire.

— E ancora io lo penso; però, figliuolo, io vo' che tu sappia non essere cosa di piccolo momento lasciare a cui viene dopo una vendetta da compire; i figliuoli non possono davanti agli uomini, e nè davanti a Dio ripudiare la eredità sanguinosa. E datagli una grande stretta di mana se ne andò pei fatti suoi.

Altobello quando entrò nello studio del Paoli lo rinvenne sempre inteso sopra la carta geografica; appena ei lo avvertì rizzossi in piedi, e tale prese a parlare:

— Io non comprendo niente nell'ordine di guerra del nostro nemico: affermano moversi in tre colonne, una nel Nebbio, e sta bene; l'altra per la forra del Golo; finalmente l'ultima contro la Casinca; e' pare che non sappiano, forra del Golo che sia, e non temano incontrarci ostacolo, onde scorrendo fino alla costiera pigliarci alle spalle se contrastiamo nel Nebbio, tagliarci la ritirata se indietreggiamo; meglio così. Se il tradimento non ci consegna a mano salva in potere dei Francesi, potremmo anche sgarrarla; accostatevi, Altobello; se mai venissi a mancare, perchè i casi della guerra importa prevedere tutti, e per me non sono i soli che io deva temere, giova che voi conosciate i miei disegni e procuriate mandarli a compimento. Bisogna che i patriotti sgombrando subito il borgo si affrettino a ingrossarsi al ponte in foce di Golo, e quivi alzando bastie e terrapieni adoperino ogni industria a ributtare il nemico dalla Casinca. Da ciò due sequele; o il corpo nemico si ferma in capo al ponte, o si ritira in Bastia, e tanto minori forze avremo a combattere noi: ma questo non sembra verosimile; bensì reputo certo ch'ei si unirà alla colonna la quale per la forra del Golo avvisa pigliarci alle spalle; se ciò avviene, erat in votis. Ora passiamo al Nebbio: qui andranno più gagliardi, perchè per primo scopo con lo stare forti in Patrimonio e in Barbaggio vorranno separarci dal Capo Côrso, e questo dubito che sia per venire loro conseguito con molta agevolezza; e poi mireranno a spazzarci via dal Nebbio cacciandoci dalla costiera di Lento e Canavaggia giù per la vallata del Pontenuovo. Le forze non ci bastano a tutto; intorno a Patrimonio e Barbaggio, dopo avere sostenuto il nemico irrompente quanto desidera l'onore della milizia, i nostri si ritirano su Rapate e Murato, e si uniscono agli altri di San Pietro per difendere le bocche di Tenda: alzino terrapieni, asserraglino strade, mettano travate alle case, i ponti rompano; ad ogni costo si sforzino sostenersi; avendo a cedere, riparino al campo trincerato di Santo Nicolaio; non si potendo reggere nè meno a San Nicolaio, scendano giù per la costiera gettando rinforzi in Lento e Canavaggia. Qui poi bisogna tenere fermo o morire; però studiate mandarci in fretta le robe e gli uomini che vi ho minutamente distinto nell'ordine di numero 9. Quanti non capiranno là dentro si riducano a valle, e passato il fiume a Pontenuovo riparino sopra la destra sponda del fiume. Per ora basta così: commetto il mio quartiere generale a Murato, dovendo lasciarlo lo trasferirò a Rostino, laddove ci possiamo mantenere nel Nebbio meglio che mai; se non possiamo, ecco la massima parte dell'oste francese stipata nell'angusta e dirotta valle del Golo: ora la Corsica la tiene nel palmo della mano: solo ch'ella stringa le dita con l'usato valore ed eccola soffocata; dalla destra le rovescio addosso i popoli di Casacconi, Ampugnani, Santo Antonio e Santo Angiolo co' circostanti paesi; a sinistra quelli di Bigano, Campitello, Scolca, Valpaiuola e Vignale; Lama, Pietralba e Ortenga di faccia; tutta la Casinca alle spalle. Padre Bernardino è già in via per tenere bene edificati i popoli di Casacconi e delle pievi convicine; ora voi pigliate tutti questi ordini e spediteli; procurate affidarli a giovanotti dalla gamba destra e dall'occhio acuto; sapete a cui potete fidare?