— Forse presumeresti disobbedirmi?

— Se potessi io vi fucilerei su' due piedi, signor comandante.

E uscì impetuoso urlando ch'erano traditi; quanto a partirsi subito chi gli voleva bene o piuttosto chi amava la Patria lo seguisse.

Circa ducento lo seguitarono; gli altri della famiglia del comandante, o cognati di lui, si rimasero; più tardi i Francesi promossero al grado di generale colui che non aveva voluto combattere.

I giovani snelli e animosi corsero via, e camminando tutto di un fiato arrivarono al Ponte-rotto dove sentirono lo strepito delle moschettate che si ricambiavano i combattenti: si sentivano rifiniti, ma bevuto alquanto di acqua che col cavo delle mani attinsero dal fiume si riposero in via cacciandosi per le macchie che vestono il colle a mezzo-giorno di Canavaggia. Di botto cessa lo scoppio delle armi; che significa questo? — Abbiamo vinto, abbiamo perso? Prima che sbocchiamo allo aperto ci vuole un secolo. Vien qua Zembo, tu che ti arrimpichi come una scimmia salisci su cotesto albero, e mira un po' che cosa si veda. Il Zembo che non per una, ma per molte qualità si assomigliava alle scimmie, in meno che non si dice comparve su in vetta all'albero. — E bene che vedi? — Vedo — Presto! ti pigli un accidente — Vedo Canavaggia... sì, è lei... è Canavaggia — E poi? Ma non si scorge mica tutto, alcune case più soprane e i tetti di altre sottane. — E chi ha vinto? — Aspettate... Ecco vedo una bandiera... — Côrsa? — Non mi pare — Ha la testa di Moro? — Non ha la testa di Moro — Oh! che angoscia, o che bandiera ella è? — Bandiera bianca, per la Immacolata, bandiera francese! — Va via, traditore, morte al traditore!...

E al medesimo punto lo circondò un nuvolo di sassi; da taluno si schermì, altro lo colse; per buona ventura la palla di moschetto, che gli sparò contro il suo patrigno, gli portò via il berretto. Il gobbo, lasciandosi scivolare giù a guisa del ragnatelo per un filo della sua rete, strillava: All'inferno quanti siete!... su gli alberi non mi fate salire più; che colpa ho io se la bandiera è francese?

Anelanti, invasi di furore e di spavento ecco sboccano allo scoperto e innanzi ai loro occhi si palesa un molto infelice spettacolo. I Côrsi a furia di sangue avevano respinto i Francesi fino a piè delle trincere costruite per la difesa di Canavaggia, e si tenevano oggimai sicuri della vittoria, che da un punto all'altro aspettavano vedere irrompere fuori i Canavaggesi a farne strage, quando... oh! tradimento, oh! dolore... sul campanile della chiesa fu inalberata bandiera bianca e dalle aperte trincee sortirono freschi e ordinati parecchi battaglioni francesi, i quali presero a sparare con tanta maestria, che i tiri di tutti parvero uno scoppio solo. La moltitudine dei Côrsi dalla lontana parve un arbore, che per impeto di vento piega a destra e a mancina, e investito a un tratto dalla gragnuola semina il terreno di foglie; pure si riebbe e fece vista di resistere; se non che per darle il colpo di grazia, il medesimo tradimento nella medesima guisa operavasi nel punto stesso a Lento, donde il nemico prorompeva più grosso, traendo seco qualche artiglieria da montagna. I Côrsi sotto le trincere di Lento non poterono tentare nè manco le difese e furono respinti, rotti come il flutto iemale, che si avventa contro la rupe della spiaggia. I Francesi rovinando giù procellosi accennano percotere di fianco le milizie côrse, che tuttavia si ostinavano a contrastare il colle di Canavaggia, e se venga loro fatto, circuirle e prostrarle di un colpo.

E' bisognò pensare a ritirarsi se non volevano rimanere tagliati a pezzi. Le ritirate, quando non sono fughe, stroppi sono sempre: sogliono celebrarsi la ritirata antica di Senofonte e la moderna di Moreau, e sta bene; ma come a cui cascando da tre piani invece da fiaccarsi il collo si rompe una gamba si dà il mi rallegro; chè in altro modo non pare ragionevole. Ora poi la ritirata dei Côrsi doveva riuscire tanto più disastrosa in quanto che si operava dall'alto al basso; sicchè agl'inseguenti ogni oggetto offeriva materia da offesa, e lo impeto della velocità cresceva la forza; nè compariva per tutta la china ostacolo o schermo, dove i respinti potessero attestarsi a rintuzzare l'ardente foga dei persecutori: per ultimo il tradimento dei paesi di Costiera aveva scorato l'universale, e anco i più arditi sentivano tremarsi l'anima dentro. Pure a Clemente venne fatto osservare due rialti quasi in fondo della salita, i quali comechè poco rilevati e di piccola mole, nondimanco potevano per un po' di tempo difendersi, e fra tanta confusione, fra un turbine di ferro e di piombo il prode uomo senza punto scomporsi, chiamò ad alta voce parecchi dei più strenui compagni; taluni risposero, tali altri no; ma questi, eccetto quella degli angioli, ormai non udiranno più altra voce nel mondo: ai rispondenti ordinò si addossassero ai poggiuoli; quanto potessero tenessero fermo; pareva a lui, ed era così, che se i Côrsi riuscissero a passare il Ponte, e a mettere tra loro e i Francesi il Golo ingrossato per la sconcia pioggia, forse le fortune della Patria non erano anco perdute.

Egli poi scelse il rialzo a destra come più pericoloso, e quivi lo seguitarono venti frati col padre Bernardino in capo. Quello che cotesti frati operassero certo non troverebbe posto adatto nel Flos sanctorum, bensì potrebbe registrarsi nei libri che insegnano a venerare il sangue versato per la Patria; combatterono come gente che sa di compire un dovere ferendo finchè il fiato la regga, ed è convinta, che la palla nemica le varrà quanto l'eucarestia e l'olio santo per biglietto d'ingresso in paradiso. Le varie morti io non posso raccontare e nè anco ridire i nomi degli uccisi: la storia tutto non registra, ed anch'ella non si mostra troppo parziale pei vinti: la tradizione, fuoco domestico conservato sotto la cenere, anch'egli viene meno, se allo straniero padrone del paese rincresca e al compatriotta servo ammansito non garbi che tu ci soffi su: ma il supremo dispensatore del premio e della pena li vide, li notò, e adesso riposano nel suo seno, dov'è Washington, e dove non è Napoleone di certo, quantunque il primo non credesse nel papa, ed il secondo sì.

Clemente e padre Bernardino, con l'anima legata negli occhi e nelle mani, non avvertivano la strage che intorno a loro menavano le scariche nemiche: morti o feriti tutti i compagni, rimanevano soli: feriti recavansi un lembo della tonaca in bocca e quella mordevano per frenare i lamenti, affinchè altri preso da compassione di soccorrerli non si distogliesse da combattere. Quando Clemente e padre Bernardino volsero intorno gli occhi consapevoli a mirare tanto eccidio, si fecero bianchi; l'uno vide l'altro, ma non dissero parola e l'anima loro si oscurò; ma e' fu nuvolo che passa, onde Clemente disse: