— Bel colpo! ecco la granata cadutagli di mano scoppiò... e come scappano! pare, che ne abbia feriti parecchi e morto qualcheduno.
E così continuavano alternando i ragionamenti come nelle Egloghe costumano Titiro e Melibeo se non che conchiudevano la parlata con un colpo di moschetto, morte sicura di qualcheduno dei nemici, i quali potevano bene essere offesi, ma non trattenuti da cotesto ostacolo, tanto scendevano poderosi ed arditi; non per anco essi aveano circuito i poggioli, ma ormai spuntatigli a destra e a sinistra gli fulminavan di fianco; le palle fioccavano fitte come grandine. Il poggiolo a manca era deserto o piuttosto taceva non a cagione della fuga, bensì della morte dei suoi difensori. Clemente, all'improvviso sentendo padre Bernardino allontanarsi a passi precipitati, urlò:
— Padre Bernardino, o che ve ne andate sul più bello?
— Clemente, riprese l'altro balbuziendo, credo di sì... io me ne vado all'altro mondo...
— Oh! come mai signore?...
— Ma... per virtù di un'oncia di piombo qua nel petto.
— Non sarà niente... vediamo... e si accostava intantochè finiva di caricare il moschetto.
— Non importa vedere; lo sento; però vorrei morire da cristiano come spero essere vissuto... udite la mia confessione...
— Che avete a confessare voi, povero uomo di cui la vita fu tutta un martirio per la Patria... e poi a me?
— Sì a voi, perchè camminate diritto nel sentiero del Signore... e per di più siete mezzo ecclesiastico.