— Di tutto cuore... di tutto cuore... Ora vattene Clemente: mettiti in salvo; salva la Patria... io sono uomo morto... in questa estrema ora bastano l'uomo e Dio, un terzo ci è di troppo.
— Ma che vi pare, che io voglia lasciarvi prima che siate spirato?
— Parti ti dico... obbedisci.
— Io non vi obbedirò, non ho mica fatto voto di obbedienza io.
— Anzi lo hai fatto perchè sei terziario.
— Ma voi non conosco per superiore:
— Addio Clemente... salva la Patria... un saluto a Pasquale... Gesù, Giuseppe, Maria, vi raccomando l'anima mia... ouf!
— Povero padre... è morto... beato lui, che non vedrà la ruina della patria.
Lo baciò e fuggì via, perchè il caso non consentiva davvero dimora, nè querimonie più lunghe; le palle percotendo dintorno aravano, per così dire, il suolo, ed aveva ricoperti ambedue di terra; parecchie ancora schiacciandosi di contro allo scoglio e rimbalzando gli ammaccarono in più parti; fu proprio miracolo, che in quel rovescio di moschettate nessuno li cogliesse in pieno. Clemente non riportò nè manco una scalfittura; il padre Bernardino, eccetto quella ferita, fin qui non fu tocco da altre. Padre Bernardino non era anco morto; lo finse il generoso, per indurre Clemente a partirsi, sapendo, che nè per preghiera nè per minaccia lo avrebbe potuto allontanare, tanto era pertinace costui; ora parendogli che avesse a trovarsi lontano sospirò e disse:
— Sia ringraziato Dio che Clemente si è posto in salvo, ed adesso se ti piace, Signore, abbrevia la mia agonia. Nunc dimitte servum tuum in pace.