Mi guarderò da affermare che Dio lo esaudisse; fatto sta che un gruppetto di palle fin lì sviate trovarono maniera di ficcarsi tutte di un tratto in corpo al nostro frate Bernardino, il quale ne rimase come di peso portato un par di braccia più in là: egli non ebbe tempo di proferire altre parole, eccetto queste:

— Ora le sono buone mosse.... in manus tuas Patriam.... animam...

Tali i frati novant'anni addietro in Corsica, perchè nati dal popolo, non si reputavano divisi da lui. Roma allora non gli arrolava docili arnesi da mettersi al servizio della tirannide, come la Svizzera ci manda i suoi montanari. Il frate poi, in obbedienza a Roma, divenne il tarlo della libertà; non vi ha dubbio, egli arrivò pur troppo a bucherarla alquanto: ma come il tarlo egli è vicino a morire nel buco che ha fatto.

Ma il tema incalza: egli è amaro, ma pure bisogna compirlo. Le compagnie côrse, lacere non disfatte, correndo verso la testa del Ponte-nuovo, già lo toccavano con immenso anelito, come àncora di salute; arrivano a piè la porta della torre in mezzo al ponte, che speravano trovare spalancata, e invece la rinvengono chiusa, nè malgrado gli schiamazzi pare che la vogliano aprire; intanto sopraggiungono altre genti continue, impetuose come onda sopra onda; le ultime arrivate non sapendo o vedendo le cause della sosta infuriano e spingono; le prime strette dalla pressione di mille corpi urlano, bestemmiano, adoperano sforzi disperati invano; prese come dentro una morsa cascano infrante a piè della porta; in breve colà fu visto un lago di sangue, un mucchio di membra cionche e di ossa stritolate; pure alla fine la porta tentennava su i cardini minacciando stiantare. Allora le due compagnie di tedeschi messe alla custodia della torre e del ponte, senza punto avvertire se l'ordine di passare fosse dato per cacciarne nemici o amici, non sapendo o non volendo rendersi capaci della terribile necessità che premeva coteste genti, presero a bersagliare quelle masse stipate senza misericordia. Quali lo spavento, la strage e imprecazioni, è impossibile esporre, ed anco difficile immaginare; molto più, che la credenza di essere traditi adesso veniva a ribadirsi nella mente paurosa: recederono quei che furono in tempo, dal ponte lasciandolo fino alle spallette ingombro di cadaveri, e si posero a correre di su e di giù lungo le sponde del fiume, che menava a sbalzelloni grossi volumi d'acqua rompentisi fra i massi, simili alla criniera arruffata di lioni in furore; costoro parevano anime, che i poeti finsero vaganti su le rive di acheronte, le quali implorano invano di valicare la riviera infernale. Disgrazia volle, che uno dei più atterriti e manco gagliardo si attentasse passarlo; senonchè giunto appena a un terzo di cammino il flutto lo travolse, e di lui, dopo che due volte si videro le gambe e due il capo non comparve più altro; si strinse il cuore di affanno anco ai più animosi e ripresero a correre ululando lungo le sponde: non che udissero la voce dei capi, per poco non gli sbranavano; e questi taciturni circondavano Clemente Paoli, taciturno anch'egli. Intanto i Francesi si ordinavano su le Costiere, e mandando i varii corpi nei luoghi più adatti si ammannivano a investirli con una cintura di fuoco; fingete un antico anfiteatro, ponete i Côrsi in luogo degl'istrioni, e i Francesi in quello degli spettatori, e voi avrete immagine giusta del misero stato in cui si trovavano ridotti. I capi côrsi miravano la bufera addensarsi su le alture, e da un punto all'altro aspettavano il tuono; difatti non si fece aspettare; incominciò un'archibugiata, poi due, e altre e altre, rade da principio a modo delle prime stille della tempesta, poi spesse; per ultimo furiose.

Ed ogni palla colpiva il suo uomo, sicchè in breve il terreno venne coperto di morti: allora Clemente levando la voce esclamò — Signore, ci hai tu destinati a morire come coniglioli?

I capi lo udirono, e preso consiglio da codesta voce subitamente urlarono: — Uomini côrsi, moriremo noi come conigli?

La quale voce superando lo strepito della moschetteria, ed il fragore delle acque del Golo, percosse i Côrsi, che parvero destarsi da un sogno pieno di spavento; diversi gli atti, e singolari tutti: chi guardava in alto come se la voce fosse uscita dal cielo, chi si faceva delle mani conca e se le accostava agli orecchi per raccogliere meglio le parole, chi si stropicciava gli occhi quasi per detergerne la molesta caligine, chi una cosa chi l'altra: finalmente come un uomo solo corsero a ripigliare le armi sparse sul terreno; e subito dopo, senza che veruno lo comandasse, unicamente per virtù del senso di conservazione che natura pose in ogni animale, si sparpagliarono per la campagna mostrando faccia risoluta al nemico.

Questo fu il più disperato combattimento che avvenisse nel secolo passato e forse nei secoli antecedenti; il quale mostrò, o che i Côrsi non sapevano misurare o non sapevano temere il pericolo: soverchiati da numero quattro volte maggiore del loro, circuiti da ogni lato, sfolgorati da luoghi sicuri, parvero fiere ridotte in parco per le facili caccie dei baroni; e lì per la stretta valle non sorgeva argine, non pietra, non albero, non casa, non muro dove potersi riparare dalla furia della moschetteria; cadevano in copia spaventosa non altramente che le olive mature nei patrii chiusi quando il demonio del libeccio rovina scatenato giù dai monti del Niolo, e macina, non iscuote le piante. Ecco tu chiudi gli occhi sur un drappello di uomini forti che combatte nella sicurezza delle sue forze, riaprili e quel drappello non è più: la neve che si strugge al raggio del sole di giugno, la cera che si liquefà al calore del fuoco, l'arena che casca dall'orologio a polvere non davano immagine sufficiente di quella subitanea e terribile distruzione della specie umana.

E non pertanto vi fu un'ora di resistenza dovuta a tale trovato, che a pur pensarlo mette ribrezzo più della stessa strage. Un padre cadde di ferita mortale; indi a poco si levò a stento appoggiato al gomito per combattere non fosse altro col guardo contro il nemico, e a figlio, che gli dolorava accanto, improvvido del come potesse sovvenirlo disse: — Di me lascia il pensiero al Signore, tu rannicchiati dietro il mio corpo e riparato così attendi a combattere: innanzi di spirare fa che veda un po' di vendetta.

E il figlio addossato alle spalle del genitore caricava e traeva facendo esultare l'anima di lui nella certezza che molti lo precedevano per la via sanguinosa nel regno della morte.