E gli altri due, tuttochè pecori comunali, risposero:
— Magari! che con un po' di tempo e qualche empiastro si poteva guarire, ma egli ci ha battuto il cuore, e a questo noi non potremo trovare rimedio mai.
Sul fare della notte secretissimi messi partirono portatori di lettere ai comandanti delle milizie a Mezzana, al ponte di Peri, al fiuminale di Celavo, ai boschi del Verde in Fiumorbo, colle quali s'ingiugneva cessata ogni resistenza tornassero di quieto a casa nascondendo le armi in luogo sicuro per ripigliarle in migliore occasione: per ora impossibile tenere fronte al nemico: non clamori, non minaccie; si conservassero a fortune migliori. Giunse a tutti oltre ogni estimativa amaro cotesto ordine, come quelli a cui, ignorando la diserzione dei compagni, pareva poter resistere con vantaggio; celarono le armi per grotte montane, taluni vollero portarle seco loro, e male gliene incolse; prima però accesero i fuochi anco sopra il consueto, perchè il nemico accorto del partirsi che facevano non si fosse mosso a perseguitarli. Alla mattina le sentinelle avanzate dei Francesi non udendo i soliti rumori, nè per quanto aguzzassero la vista vedendo comparire persona, si attentarono trascorrere più oltre e conobbero i Côrsi avere abbandonato il campo: ciò riferirono subito ai superiori, che sospettosi d'insidie dettero il comando di moversi, ma adoperandovi tutte le precauzioni costumate dai cautissimi capitani quando si inoltrano in paese doloso. — Dopo due o tre miglia, ebbero a persuadersi che i Côrsi erano affatto scomparsi, e facilmente attribuirono il caso alla gran paura che avessero preso di loro; essi che stremi di viveri già avevano incominciato a parlare di resa per non rimanere morti di fame nel fiuminale di Celavo! — Allora non contenti di essere così per miracolo liberati e nè manco di vincere a man salva, parve loro non avere fatto nulla se non riuscivano a mettere le ugne addosso al generale Paoli: lui bramavano, lui spasimanti agognavano per rendere più splendido il trionfo a Parigi di cinquantamila Francesi gente cappata, sopra poche migliaia di Côrsi mal vestiti e peggio armati.
Senza ostentazione e con modi semplici secondo la sua natura gli dettava, il Paoli chiamati gli ultimi compagni della sua fortuna, disse loro:
— Amici miei, i Francesi cercano di me ed io non credo giusto invilupparvi nelle mie venture; fate una cosa, tornatevene in famiglia ed anco voi cedete a tempo per conservarvi a sorti migliori.
Ma gli altri torvi risposero:
— Che vi abbiamo fatto per meritarci questo oltraggio? Noi saremo con voi in vita e in morte: voi padre, voi madre, voi moglie, voi figliuoli, voi tutto.
Il Paoli si strinse gli occhi con la mano, e ce la tenne un pezzo; poi a strappi soggiunse:
— Vi domando perdono. Partiamo.
Fatto gomitolo si avviarono pei gioghi di Bavella, e quando scopersero il mare sostarono per vedere se sopra il lontano orizzonte si scoprisse qualche naviglio con la prua rivolta a coteste sponde; non nube in cielo, non vela in mare, l'uno e l'altro deserto nella magnificenza dello azzurro sterminato. Allora ristrettisi a consiglio determinarono sbandarsi sì per procacciarsi alla spicciolata il vivere per cotesti luoghi montani, sì per isfuggire più facilmente alle ricerche del nemico; e convennero altresì, che quale primo scorgesse qualche bastimento ne avrebbe porto avviso ai compagni, se di giorno con tre fumate, se di notte con tre vampe, coll'intervallo di un quarto di ora di uno dall'altro, affinchè potessero esserne avvisati tutti e accorrere alla posta.