— E con tanto maggior biasimo, perchè oltre l'astratto voi oltraggiaste immeritamente il concreto, dacchè qui meco sono il capitano Angiolo Franceschi e Achille Murati, e il vostro parente Antonleonardo Belgodere.
Il Paoli tacque, sia perchè, parlando, sentiva avrebbe aggravato i suoi torti, sia perchè la gioia l'opprimeva, tanto più intesa quanto più inaspettata.
Calmati i primi affetti il signor Boswell espose in brevi accenti il governo di S. M. Britannica comecchè la impresa côrsa stimasse la più giusta del mondo, e il Paoli, che la sosteneva, mettesse in paradiso con tutte le sue simpatie (fino da quei tempi gl'Inglesi prodigavano le simpatie, specie d'indulgenze politiche imitate dalle indulgenze sacerdotali di Roma), pure non ci trovando per quel quarto di ora il suo conto, non gli mandava nè uno schioppo nè uno scudo: gli amici della libertà avere noleggiato due navi, ed empitele di munizioni, avviate nel Mediterraneo: avvertito della rovina delle cose di Corsica egli sbarcò a Livorno le munizioni, richiamò da Oneglia i Côrsi che vi stavano rifugiati dopo la occupazione del Capocorso; ad una nave prepose il capitano Angiolo, al comando dell'altra mantenne il capitano Smittoy, persona da farcisi sopra capitale: difficile l'approdo perchè l'isola perlustrata intorno intorno da un nugolo di sciabecchi corseggianti di certo per agguantare il generale. I capitani dopo avere veleggiato più giorni senza potere approdare a cagione dello avvertito ostacolo, essersi prevalsi della buriana di cotesta sera per accostarsi, e averlo fatto: però il tempo non patire indugio, che le àncore adesso a mala pena tenevano, e per poco rinforzasse il vento e' gli avrebbe spinti a rompersi sul lido.
Posero subito mano alle stiappe e alle frasche, e accesero la fiamma: prima che si accendesse la seconda quasi tutti convennero: non ci fu mestieri accendere la terza. La storia rammenta il nome di alcuni generosi i quali con forte petto anteposero gli affanni dello esilio alla servitù; a me parrebbe, e voglio sperare che sembri anco altrui, sacrilegio tacerne; dolendomi non avere potuto rinvenire il nome degli altri. Di qui taluno toglie argomento di proverbiare la gloria, come quella che procede a ghiribizzi peggio della fortuna, questo senza perchè levando in alto, quello senza perchè tuffando in Lete; noi caviamone all'opposto il conforto, che oltre questa via dove sono eterni i premi, e li dispensa chi tutto vede, ed è fonte di giustizia, nessuno rimarrà senza il meritato guiderdone. A noi mortali pare una gran cosa questa del sonare un tempo in venti secoli o trenta; ma che sono mai i secoli di fronte all'eternità? Sassi gettati dentro un abisso noi gli sentiamo urtare rimbalzando sopra a quattro roccie o sei, e poi silenzio. Il mio regno non è di questo mondo ha detto Gesù Cristo, così ai laici che lo intendono poco come ai preti che lo vogliono intendere anco meno.
I seguaci di Pasquale Paoli furono il suo fratello Clemente, Antongiulio Serpentini, Giancarlo Saliceti, Nicodemo Pasqualini, il conte Gentili, Giovanfrancesco Giafferi, Pietro Colle, Francesco Pietri, Masseria, Giacomofilippo Gafforio, Carlo Raffaelli, Francesco Petrignani; gli altri rammentati sopra, e trecento più tra uffiziali, preti, frati e soldati.
Raccolti insieme presero a deliberare come si avessero a distribuire sopra le navi condotte dal generoso inglese e assai di leggieri vennero nella sentenza che per metà si spartissero sopra ognuna delle navi; ma il signor Boswell impetrato silenzio tirò da prima una presa di tabacco, poi disse:
— Bene, io aveva previsto ma per mio avviso sarebbe un partito pessimo, e lo provo. Qui presso costeggiano parecchi sciabecchi di S. M. cristianissima per darci la caccia: è molto probabile che non rispetteranno la bandiera di S. M. britannica, perchè conoscono che non si romperà la guerra per una nave visitata contro le regole; scriveranno da una parte e dall'altra due risme di carta, sciuperanno dieci libbre di cera di Spagna e faranno come la nebbia che lascia il tempo come lo trova. Benissimo: ora divisi sopra sopra due navi, veruna di questa si troverà equipaggiata in guisa da resistere ad uno sciabecco francese, caso mai volesse usare prepotenza; e lo faranno, perchè nella composizione di questi Francesi che Dio danni, ci entra carne, ossa e prepotenza. Bene; dunque una delle navi bisogna si salvi per forza, l'altra per astuzia: ora voi tutti imbarcatevi sopra la nave del nostro bravo capitano Angiolo, e se vi si para davanti qualche sciabecco francese mandatelo a picco; ai pesci piacciono molto i Francesi per cena. Benissimo; io piglierò su la mia nave il signor Paoli e vi prometto sopra la mia anima di condurvelo sano e salvo a Livorno; in qual modo non domandate; ciò è mio segreto; questo vi basti che visitata o no la nave non ci starà meno sicuro il nostro amico. Bene, molto bene, benissimo.
Come il signor Giacomo consigliò, essi fecero; quantunque di malavoglia i Côrsi dettero spesa al cervello e acconsentirono: più difficile era persuadere Nasone, per la qual cosa il Paoli pregò Altobello che lo recasse in disparte, raccomandandoglielo con parole caldissime, e aggiungendo:
— Addio non vi do, perchè ci rivedremo domani o domani l'altro a Livorno; affido a voi quel mio povero Nasone.
— Vivrà o morirà con me: quanto allo addio, datemelo signor Pasquale, e un bacio; sono tanti i casi... voi lo sapete.