— Bella la patria mia! Tu in grembo al mare rassembri quasi un mazzo di fiori messo in fresco dentro un vaso di cristallo. Satana stesso passandoti allato, nel contemplarti tanto divina per forza di amore, ti ebbe a salutare come l'Arcangelo fece a Maria: Ave Italia piena di grazia! furono udite dire le labbra del diavolo; ma lo straniero è venuto, ha visto le magnificenze del tuo valore, la gloria delle tue antiche libertà, e la vipera dell'astio gli morse il cuore: allora egli adattò sopra il suo arco due strali: con uno, che gli dette Giuda, ti ferì l'ala destra; con l'altro, che gli porse Attila, sotto l'ala sinistra. O nobile falco pellegrino, ecco tu giravi in terra e del tuo sangue è rossa l'aria, intantochè un grido corse di valle in valle pei tuoi casolari; la Patria è spenta! — Lo straniero si ammanisce a strapparti ingegno, libertà, figliuoli e favella e memoria, come il cacciatore costuma con le penne dello uccello poichè lo ha morto.
— Maledetto lo straniero!
§ 3.
— Oh! nò, la Patria non è spenta ancora. Che cosa vuoi per riaverti, o Patria? Il nostro sangue? Gli è poca cosa; l'uomo sparnazza questo liquore delle sue vene peggio del liquore della vite. Vuoi la nostra vita? La è poca cosa; ella quotidianamente si disperde come spuma di cavallone rotto, sopra la costiera della morte. Vuoi la nostra fama? Ella è poca cosa; fumo d'incenso, che il fuoco abbruciando consuma. Noi ti daremo anco l'anima quando pure dandola a te la togliessimo a Dio, ma questa la è una stolta parola; Dio e la patria sono una cosa sola.
— Benedetta la Patria!
§ 4.
— Vuoi tu sapere dove sia la reggia dello straniero? Quando cominci a vedere costole e stinchi rotti, di': io sono sulla via che mena alla reggia dello straniero. Quando ti occorreranno cumuli di teschi come davanti l'apertura dell'antro di Polifemo, fermati: cotesta è la reggia dello straniero. Vuoi ammirare il tempio delle glorie dello straniero? Eccolo là; riconoscilo ai trofei di donne appese, di vecchi lacerati, d'infanti percossi alle pareti. Vuoi sapere che cosa semini tra i Còrsi lo straniero? L'odio e la morte. Quello che egli vendemmia e che miete? Maledizione e sangue. Vuoi tu leggere la storia dello straniero? Ecco, ei la stampa dove passa con caratteri di fuoco e di rapina. — Guardate le mura fumanti dei paesi del Niolo, ha detto lo straniero; noi le abbiamo guardate ed abbiamo gridato:
— Maledetto lo straniero!
§ 5.
— Ma benedetta la Patria! Benedetta nel cielo che la copre, esultanza nei giorni di gioia, consolazione in quelli della sventura Benedetta nel mare che la bagna; benedetta nelle nevi dei suoi monti e nell'erbe delle sue valli; benedetta nei suoi laghi e nei suoi rivi; benedetta nella eterna primavera, che la fa parere gemella con ogni alba che nasce; benedetta nel verde immortale dei suoi aranci, dei suoi mirti e dei suoi allori che le procaccia il titolo di sempre giovane.