— Ma, gentiluomo inglese e membro del Parlamento inglese, come potete chiarirvi esaminando queste carte. E la stava appunto come la diceva; sicchè il capitano rendendogliele soggiunse con molta amarezza:
— Però non mi sembra azione da gentiluomo ingannare un ufficiale onorato ed esporlo a perdere la grazia del suo Re.
— Bene: voi dite unicamente — soggiunse il Boswell pigliando tabacco con la sua aria più ingenua: onde il capitano Rassagnac stizzito esclamò:
— Trono di Dio? e pare, che non si dica nè manco a voi.
— Innanzi tratto, capitano, salvo vostro onore, mi permetto osservarvi, che a gentiluomo, suddito di S. M. cristianissima, a soldato, massime di mare, esposto ogni minuto a molteplici maniere di morte e tutte inopinate; non istà bene profferire bestemmie come fate voi.
— Spero che vi rammenterete non correre adesso tempo di quaresima e ci risparmierete la predica.
— Stava appunto per finirla, e poi intendeva aggiungere, che se la vostra memoria vi serve bene io, altro non dissi, nè di altro vi assicurai, ch'era vera del discorso del capitano côrso quella parte che spettava alla mia persona, e vera la mantengo. Tanto bastò alla mia coscienza e deve bastare alla discretezza vostra, sul rimanente avrei dovuto farvi la spia, e se voi siete uomo onorato, e la croce che vi vedo in petto mi persuade essere voi onoratissimo e valorosissimo, penso che non immaginerete manco per ombra ch'io potessi rendervi cotesto servizio.
— Però quando si tratta dell'interesse del Re non si chiama fare la spia se riveliamo notizie in pro' dello stato.
— Può darsi; materia ardua a districarsi, signor cavaliere, materia ardua; però pregovi considerare che io sono suddito di S. M. britannica.
— È giusto, — riprese il cavaliere Rassagnac tutto addolcito, perchè quel buffo calido di lode aveva avuto possanza di far salire dieci gradi in su il mercurio nel termometro della sua buona grazia: — tuttavolta, soggiunse, mi permetterete ch'io possa visitare la vostra nave.