Tutte coteste grotte funestate a quel modo non garbarono: e statuirono le avrebbero adoperate solo allorquando non trovassero meglio, ad uno di loro cadde in testa che tutto cotesto stormo di falchi doveva pure avere fatto costà i nidi, i quali non apparivano, e ci era da giocare che scoperta la caverna, l'avrebbero provata migliore di ogni altra; allora mettendoci un po' di attenzione, sentirono stridere dietro uno smisurato cespo di marruche che remosse lasciarono l'adito a capacissima grotta; e quivi dentro apparvero parecchi nidi di falchi di ogni maniera dallo implume uscito dall'uovo pure ieri, fino al piumato in procinto di affidare le penne al volo; questo apportò loro non mediocre conforto nella inopia in cui si versavano di cibo, e Ferrante osservò:
— Dio manda le quaglie ad Isdraelle nel deserto.
Sicchè egli e i compagni messo in un attimo mano ai coltelli si dettero a menare strage di cotesti uccelli i quali, almeno i più adulti, non si adattarono a lasciarsi sgozzare senza difesa, onde gli uccisori ne rilevarono parecchi graffi di artigli e di becco. Finchè durò la guerra, Altobello come gli altri si arrovellò nell'uccidere; compita la carnificina si battè della mano la fronte ed esclamò:
— Anco questo è presagio peggiore di tutti; abbiamo sparso il sangue della creatura invano: noi non ciberemo queste carni, perchè il fuoco col quale le avremmo a cocere ci scoprirebbe col fumo il giorno, e col chiarore la notte. Ora qualunque causa muova l'uomo a far sangue, o fame, o pena, o guerra, quando la necessità cessa il peccato incomincia; gittiamo lontano dai nostri occhi questi accusatori della nostra insania e della nostra ferocia.
Ed egli primo tolse una manata di cotesti uccelli e gli scaraventò fuori della grotta; imitaronlo gli altri, e giù per le roccie della rupe cadde una pioggia di falchetti sgozzati: maraviglia a vedersi, i padri le madri accorsero a tiro di ale per ripigliarsi le loro geniture e trasportarle in luogo men reo; ma conosciutele morte ruppero in istrida desolate, e andavano e venivano, si rimescolavano tra loro come chi percosso da immenso dolore non sa più quello che si faccia; di un tratto parecchi fra essi si dirizzarno alla grotta donde erano stati scacciati, e quivi librati su le piume stettero sul capo dei banditi, poi presero a scotere con inestimabile celerità le ale e prorompere in urli assordanti: certamente io penso che prima piovessero a modo loro la maledizione su gli scannatori, e poi gli sfidassero a battaglia; imperciocchè subito dopo rovinarono giù di piombo a ferirli. Non fu leggera fatica liberarsene, nè poterono venirne a capo, se, nonostante la repugnanza e il pericolo grande che correvano i banditi, non si adoperavano i moschetti.
Animosi erano tutti, e lo avevano provato e lo proveranno, e nondimeno i banditi, rosi dal tedio, sovente sorprendevano in se stessi con raccapriccio il tremito della paura. Questo avviene per ordinario quando il coraggio non rinfranca l'uomo come virtù dell'anima, bensì come forza di sangue, allora si vide chi affrontò il ferro e il fuoco su i campi di battaglia, gelare nelle ombre, abbrividire alla vista di un animale, e la storia ricorda Carlo V cui un topo bastava a mettere in convulsioni; io poi rammento eziandio di tale ai miei tempi, che per paura lontana di una specie di morte da lui abborrita, si uccise dolorosissimamente straziandosi le vene; per questo i banditi avvezzi a dare la morte e a patirla a cielo aperto e mercè di una palla piantata nelle regole nel cuore o nel cervello, si peritavano calare dalle pendici; e con mentite spoglie aggirarsi pei paesi in cerca di vettovaglia, ma necessità vince natura, e da prima ebbero la sorte di abbattersi in certi casolari pei castagneti che i montanari costumano abitare la estate per condursi coi greggi al piano durante l'inverno: povere robe, anzi poverissime trovarono là dentro, le quali a cagione della penuria che gli stringeva, parvero ad essi, e in vero furono, tesoro; però non durarono molto e alla perfine e' fu mestieri risolversi o morire di fame, o recarsi a procacciare i viveri nei paesi. Posto che qualcheduno di loro si avventurasse (postergato il pericolo quasi sicuro di cascare in mano agli stracorridori del provinciale côrso che indefessi frugavano in ogni cantuccio), senza danaro non avrebbero potuto provvedere i cibi; e possedendo danaro, se la prima volta riusciva passarla liscia, per la seconda non ci era a pensarci nemmeno, essendo cosa insolita nei paesi di Corsica, massime in quelli dentro terra comperare le derrate che ognuno raccatta sul suo, o serba in casa per sè e per la propria famiglia: onde non poteva fare a meno che dessero nell'occhio se ne contassero le novelle e mettesse loro sulla traccia i mastini del vincitore. Il Canale dopo averci su ruminato un pezzo, disse:
— Ci andrò io!
E Altobello allora punto rispose:
— Perchè non io?
— Perchè tu fosti in vista più di me. Io ci sono appena conosciuto, e poi bisogna che vada io a rompere il ghiaccio, poi andrai tu....