Altobello non si potea tanto reprimere, che non gli uscisse questo rimprovero di bocca:

— Voi non avete fatto opera buona, Ferrante?

— Che pretendereste voi? Forse che ad ogni teschio di bandito io mi cavassi la berretta e gli dicessi: eccellenza?

— I morti sono sacri.

— Non i banditi.

— E noi non siamo banditi?

— Tra bandito e bandito ci corre; costui quando visse, mise le mani nella roba altrui per cupidità, e nel sangue per vendetta privata, mentre noi se c'insanguinammo le nostre, e' fu per vendicare i torti della Patria.

— E chi vi ha detto che costui fosse bandito di questa ragione; o non piuttosto uno dei padri, forse un compagno di Sampiero, condotto quassù per la medesima causa per la quale ci riparammo noi altri? L'ossa di rado chiariscono se appartennero al carnefice o alla vittima, ma il luogo giustifica, e la storia, che c'insegna che la tirannide, vecchia inquilina del mondo, in Corsica poi ci avesse le sue proprietà. E posto anco che la cosa stesse come supponete, Ferrante, dove fossimo presi pensate voi che proponendo cotesta distinzione ai nostri giudici, ce la menassero buona, o piuttosto varrebbe a mandarci alla mazza più presto?

— Non so se mi varrebbe, perchè non la proporrei.

— Nè io meglio di voi, ma si figura per amore di ragionamento. Il giudice apre il libro e legge: non ammazzare! — ma tu, ripiglia, hai ammazzato: dunque, conchiude, hai da morire. Le scuse non contano, o poco, perchè non mancano mai a cui non ne ha, e chi ne ha, sbigottito le tace.