— Può darsi, che così sia coll'uomo, ma con Dio non ci ha mestiere allegare scuse; egli conosce da sè le intenzioni.
— Voi dite saviamente, ma poichè non può conoscerle altri eccetto Dio, lasciamone a lui la conoscenza e il giudizio. Se costui fu ladro, chi sa quale stretta lo condusse alla colpa? La rabbia della fame, l'avarizia altrui, la pietà forse o di padre, o di figliuolo, tutte queste cause o distinte o congiunte insieme possono disarmare la giustizia divina; e così pure l'omicida che, o per veemenza di passione, o per irresistibile istigazione di parenti, o per necessità di vendicare il sangue paterno, troverà se non perdono intero, almeno benigno riguardo. La giustizia umana procede spietata perchè cieca.
— Voi avete più parole di un leggìo; a sentirvi dovrei vestirmi di sacco e percotermi il petto con una pietra per aver dato un calcio al teschio di un bandito.
— Non dico questo, bensì affermo, che nei casi dubbi è prudente astenerci dal giudizio, e nei crudeli la carità vuole che veruno offenda senza bisogno.
— Ed io, che da ventun'anno in poi licenziati i tutori, una volta faccio come mi piace, ed un'altra come mi pare, e a cui non garba mi rincari il fitto.
Altobello, nato e nudrito in Corsica, sapeva che l'anima del côrso agitata dalla passione devia dalla rettitudine nel modo stesso che urtata la bussola, l'ago si scosta dal polo, ma come questo a mano a mano che la vibrazione va cessando ritorna dove la natura lo tira, così l'anima côrsa nella quiete ritrova la via della giustizia. Per la quale cosa tu vincerai co' Côrsi, se avendo ragione, ti lascerai pel momento vincere; la contraddizione gli aizza, e quando il sangue bolle, la superbia partorisce sofismi sopra sofismi, e villanie, e non sopportabili ingiurie. Anche gli antichi loro legislatori ebbero a considerare la triste conseguenza dei mali generati, da questo perfidiare, epperò lo puniscono con gravi pene. Gli uomini educati per ordinario appaiono guariti da tale difetto; i meccanici un po' meno, le donne punto, e credo ormai che si giudichi infermità disperata.
... e le direte che ho pensato alla sua angoscia, e ne rimasi impietosita... (pag. 361)
Pertanto l'Alando, messe da parte ogni altro rimbecco, lasciò solo Ferrante con la sua coscienza, la quale non andò guari a bisbigliargli dentro: tu hai torto. Ed egli, a lode del vero, non lasciò dirselo due volte, ma subito dopo si levò in piedi, scese, si erpicò, e tanto mise in opera le mani e i piedi che, ricuperato il teschio, se lo recò sul braccio coll'atto amoroso di madre che porta il suo figliolo: depostolo poi sur un masso gli si genuflesse davanti, e favellò agitato: