— Ma che vi pare? Gli abiti di un sacerdote addosso ad una donna!
— Per avventura, signor Pievano, temereste voi, che vi venissero contaminati da me?
— Ohibò! Una donna pia e timorata di Dio come siete voi non può che edificare così gli uomini come le cose... e nondimanco vorrei mi capiste, gli abiti sacerdotali se non si hanno a considerare sacri, religiosi per lo meno sono.
— E fossero sacri, che monta? Era pur sacra la veste di Cristo, nè egli si scandalizzò quando i soldati se la divisero, e la giocarono a dadi; immaginate se volesse corrucciarsi con voi per averla prestata ad una povera madre, affinchè ella possa sovvenire il suo figliuolo prossimo a perire di fame; e, posto ancora che un po' di peccatuzzo ci cadesse, reputate voi, che non sia capace a farvelo rimettere Maria Santissima, madre anch'essa piena di dolori?
Il Pievano mosse due volte o tre le labbra come per replicare, ma poi non trovò argomento migliore di quello di levarsi la callotta, e grattarsi la testa, sicchè la Francesca Domenica ripigliò:
— Capisco, che pericolo voi lo correte...
— Francesca Domenica, avvertite che io non vi ho parlato di pericolo...
— Ma forse ci avete pensato.
— No, sul carattere di sacerdote.
— Allora io ci ho pensato per voi; io mi taglierò i capelli come voi a zazzera, canuti gli abbiamo ambedue, per istatura siamo pari o la batte lì, nè credo vorranno badare tanto al minuto, e poi fo conto uscirmene a buio fitto, me ne andrò alla Canonica per avvisare il Cappellano, affinchè, se qualcuno andasse, o mandasse per voi, gli dica, che vi trovate impedito: io m'industrierò scivolare tra le ascolte; caso mai m'imbattessi in qualcheduno, e m'interrogasse, dirò, che vado per soccorrere infermi ridotti in extremis; voi vi rimarrete qui, finchè io non torni, a custodire la inferma.