— E il ponte come passaste voi?
— Al chiarore dei lampi.
— Dio santo! a pensarci mi piglia il ribrezzo...
— Io non mi sono mai sentita tanto sicura, perchè mi affidavano la fiducia in Dio, e l'amore di madre...
— O mamma! esclamò Altobello gittandoselo nelle braccia, intantochè gli altri presi da uguale meraviglia dicevano:
— Qual donna!
Francesca Domenica, a cui non garbava lasciarsi troppo in balìa delle commozioni, di un tratto con certa sua festività soggiunse:
— E come vedete mi condussero a salvamento, tranne quel po' di fulmine, che veramente mi ha intronata tutta; ma salvo qualche ammaccatura non ci ha nulla di guasto.
— Ora, figliuoli miei, ascoltatemi bene, che mi sento stanca e intendo andarmi a riposare per essere in piedi prima del dì, onde potrebbe darsi, ch'io partissi senza rivedervi. Ferrante, voi andrete, quando vi parrà il destro, a prendere le vettovaglie al solito ripostiglio; voi altri aspettate un mio avviso; qui non vi ci potete più fermare, perchè tra giorni si squaglierà la neve, e si spingeranno a cercarvi fin quassù; io ho mandato per Orsone e con lui concerteremo la maniera della fuga o ad uno per volta, o tutti assieme. Il modo non mi è chiaro ancora; pensateci anco voi altri; se non potessi venire io, manderò persona fidata. Su, figliuoli, state di buon animo; rammentatevi, che il diavolo non è brutto come si dipinge, e sperate nello aiuto di Dio, ed anco un po' in quello degli uomini, perchè qualche cuore veramente côrso non ha cessato di palpitare, e già qualcheduno mi si è profferto, non curando il pericolo, di ospitarvi.
Altobello, accompagnando la madre nella grotta dov'ella aveva da passare la notte, la venìa interrogando sopra la salute di Serena, e la madre, per non isconfortarlo troppo come per non dargli troppa speranza, gli diceva: non esserci di peggio, di questo stesse sicuro, non avrebbe omesso cura, affinchè la povera figliuola si rimettesse in sesto; poi per tagliar corto ripetè sentirsi stracca morta, ed in vero era così, per la qual cosa Altobello la lasciò quieta.