— Ho saputo sempre che la veste del soldato non trasforma l'uomo in lupo. Signor capitano, io ho armi addosso, e non mi menerete come agnello al beccaio: certo mi ammazzerete, ma prima ammazzerò quanti più possa di voi: veniamo a patti: questo costumano eziandio i soldati valorosi, io vi consegnerò tutte le armi, e voi in compenso, mi concederete mezz'ora.
— Signore Alando, un'altra volta mi scappaste di mano, e per voi mancai di essere promosso maggiore; adesso mi fucilerebbero addirittura.... e ancora io.... voi lo sapete.... ho una madre....
— Ebbene vi giuro in onore, che non vi fuggirò, e poi...
— E poi? interrogò il capitano Rinaldo osservando che l'altro esitava.
— E poi, continuò l'Altobello placidamente, pure facendosi rosso in viso, potete circondare di un cordone di sentinelle la casa... se non vi fidate.
— Non fa caso, aspetterò mezz'ora.
Però le sentinelle erano già state messe.
Altobello rientrò nella stanza col sorriso sui labbri, e disse:
— Eccomi tutto a te, sposa mia; prima di lasciarci, sono venuto, perchè il nodo che ci congiunse in vita riceva la benedizione della chiesa: abbiamo mantenuto il giuramento di non procreare figliuoli in servitù, ma non per questo devono essere meno le nostre nozze sante al cospetto di Dio.
— Se vuoi darmi questa infinita consolazione, sposo mio, fa presto, che io mi sento morire.