— E padrone, disse il sergente con tale un suono, che non lasciava distinguere se parlava da senno, o per istrazio; non ci attese Orso o non ci volle attendere, bensì continuò:
— Ora noi altri non ci abbiamo a vedere più nulla, e avvertiremo i preti che vengano a pigliarli per metterli in sepoltura cristiana; — e qui sempre pauroso di essersi sbilanciato, accorse a palliare con le parole: poichè dobbiamo credere, che ciò torni a grato di S. M. cristianissima il re nostro signore.
— Ma sicuro! continuò il dicace sergente — non si ha da chiamare cristianissima mica per nulla.
Allora vedendo come scavata nel masso una strada, della quale non avevano avuto conoscenza fino a quel punto, deliberarono fra loro di seguitarla per debito di ufficio, e per facilitare le future esplorazioni; così andarono finchè giunsero al ripiano dove metteva capo il fiero ponte. Quei che prima arrivarono stettero atterriti dal pericolo, non meno che dalla vista di quel corpo penzoloni.
— Tè! mira... chi sarà cotesto che ci pende attaccato per un piede come il rospo che i villani appiccano ai fichi.
— Tu, che sei avanti, va a vedere di levamelo.
— Passi, eccellenza, come disse la volpe al lupo: per me non ci anderei nè manco per un luigi.
— Va tu dunque, Pierantò...
— Io? mica: non vedi i falchi che gli hanno fatto grappolo intorno come le api...
In questa arriva Orso Campana, il quale visto il caso disse: