— Forse pianse di piacere. Sii sincero; veramente.... veramente non è adattato il luogo, pure anche la bara del padre ammazzato può offrire l'altare dove si giurino fede due anime riconciliate davvero.

— Lo vedrai.

La consulta del 1762 aveva conferito facoltà di far sangue ad una giunta di dieci uomini presieduta dal generale, e poichè stanziavano in Corte, ed erano noti a tutti, riuscì facile a Serena condurre la processione alle case loro: colà bussando in modo da far sentire i morti, con immensi urli gridavano: — fuori, signori dieci! fuori! venite a far vendetta. — I decemviri, i quali per essere l'ora anco presta si trovavano levati, scesero in fretta sulla strada presagendo guai; e solleciti per quanto stava in loro di prevenirli. Venuti in mezzo alla moltitudine rimasero travolti come dalla piena del fiume, che gli menò davanti la casa Albertini, dove allestiti, in meno che non si dice, tavola, lumi, e scanni, crocifisso pei giuramenti, e arnesi a scrivere necessari, fecero assettare i decemviri; la barella col cadavere del colonnello deposero ai piedi della tavola, e poi con un tal piglio, che in sembianza di prego era comando, gli assembrati dissero: — sentenziate!

— Il presidente manca.

— Non importa: prima di dare la sentenza sarà tornato, battete il ferro adesso ch'è caldo.

— Chi accusa?

— Io, risposero ad un punto Serena ed Orso Campana.

— Il delitto pur troppo è manifesto, ma chi il colpevole?

— Sentite, uomini prudenti, soggiunse Orso: io fui emulo antico di questo valoroso soldato di cui vista davanti il cadavere; però dopo i suoi congiunti, ai quali corre l'obbligo di procacciarne la vendetta, importa a me, che si scopra il reo e si punisca a fine che il sospetto maligno non si posi sopra di me. Ora pertanto ricercando sono venuto in chiaro, che nella mattina d'ieri in quella d'ier l'altro, salvo, il colonnello ebbe la malavventura di accapigliarsi con Grazio Romani, giovine che ha le mani più pronte della lingua, quantunque anco questa abbia prontissima; dicono che il colonnello alzata la mazza gliela desse sul capo, e Grazio tratto il coltello giurasse ammazzarlo e lo faceva se altri non lo avesse tenuto: però nello andarsene lo minacciò che mettesse in sesto le faccende dell'anima perchè aveva la morte in tasca; ed altre più fiere parole adoperò tutte rivelatrici l'animo suo deliberato ad ammazzarlo: stamane per tempo fu visto uscire di casa collo schioppo, nelle prime ore della sera aggirarsi intorno alla casa dello infelice colonnello: tutti questi indizii a parere mio sono sufficienti, non dico già a condannare Grazio Romani, Dio mi liberi, ma almeno a ricercarlo sottilmente intorno all'atroce caso non ha guari accaduto.

Le opinioni delle moltitudini, troppo più spesso che non si vorrebbe, fanno come le acque alle quali per poco sgrondo si dia o per un po' di canale loro si scavi, tu le vedi pigliare tutte quel verso, di fatti intesi molti altri testimoni, che pure non avevano interesse nè voglia di attestare il falso, sia che una frazioncella di vero sopprimessero, o un frammento di meno vero sostituissero, qui un bricciolino alterando, là il giudizio proprio offerendo come realtà, vennero a generare nella mente dei giudici e degli astanti la persuasione della colpa di Grazio! E tanta fu l'ira, che accese di subito quei petti, che i decemviri avendo ordinato al capitano delle armi andasse per esso, e senza indugio lo traesse davanti a loro, questi non potè impedire, che una turba dei più clamorosi agitando schiappe accese di pino gli si accompagnasse. Trovarono Grazio che dormiva, e a quello che pare aveva legato l'asino a buona caviglia, imperciocchè non si accorse di loro prima di avergli intorno al letto urlanti: — Svegliati, cane rinnegato da Dio, dopo di averne sparso il sangue cristiano, oh! non ha cuore questo furfante di dormire come un galantuomo? — Grazio, desto di soprassalto, agguantò lo schioppo che aveva a capo del letto, non sapendo quello che si facesse, e solo per istinto; cento mani gli cascarono addosso su le braccia, sul petto, sulle gambe, sicchè non gli riuscì dare più crollo, e lui invano gridante e scontorcendosi, con gli occhi strabuzzati, e la bava alla bocca, vestito appena quanto la decenza desidera, portarono di peso al cospetto dei decemviri. Si può immaginare il rovescio d'ingiurie, che scoppiarono dalla bocca di Grazio quando ebbe modo di parlare; ce ne fu per tutti: sacramentò come un turco, urlò che gli slegassero le mani tanto che potesse agguantare lo schioppo (il quale insieme con la sua carchera vedeva depositata sopra la tavola dei giudici), e metteva pegno di sbertirne una dozzina in meno che si dice il Credo. Alle interrogazioni dei giudici se egli avesse ucciso il colonnello rispondeva, ch'erano matti: ai gridi del popolo, che lo chiamava assassino, opponeva più sgangherato il grido: ch'erano tutti briachi. — Insomma e' nacque un garbuglio, una confusione, un tramestìo da non potere descrivere.