E come per incanto furono viste alzarsi da terra le forche, un paio di scale, e intorno ad esse sbracciarsi gente ad ammanire la fune, e insaponarla. Le quali provvidenze, a cui serbava la mente pacata lasciavano sospettare che tutta quella faccenda fosse apparecchiata di lunga mano, e qualcheduno facesse fuoco nell'orcio perchè l'indugio non pigliasse vizio. Intanto Grazio aveva perso il lume degli occhi, e diventato del tutto insano per rabbia, con le minaccie e i giuramenti rendeva pessima la sua causa già cattiva. I giudici titubavano non mica perchè le prove difettassero, che anzi credevano ce ne fosse d'avanzo, ma perchè pareva loro cedere all'impeto popolare: l'unica cosa che li tratteneva dal dare la sentenza era il timore che il generale rinfacciasse loro averla conceduta allo schiamazzo popolare; però si conosceva chiaro che avrebbero terminato col mandare su le forche il Romani, sì perchè lo avevano preso in ira, ed anco perchè dubitavano non lo impiccasse il popolo senz'altra forma di giudizio.

In questa suprema ansietà la moltitudine dopo le spalle dei Decemviri, obbedendo ad impulso che veniva da lontano, incominciò a diradarsi spartendosi a manca e a sinistra, nella guisa che le acque tagliate fuggono gorgogliando lungo i fianchi del piroscafo che si avanza; sempre e più sempre slargandosi, per ultimo lasciò il campo ad un nuovo personaggio, il quale appena comparso venne salutato dal popolo con le voci: — Viva il generale! viva il Paoli!

Il signor Giacomo tutt'occhi fissò l'uomo, e lo vide alto, complesso, di faccia larga e accesa, senza pelo alcuno, di sopracciglia grosse e aggrondate, lo sguardo feroce, portava un berettone nero fino sugli occhi, e di sotto a quello scaturivano alcune ciocche di capelli di color fulvo; il suo vestire era la gamarra di panno côrso cinta alla vita con la carchera donde pendevano sciabola, pistole e pugnale; nelle mani stringeva il moschetto; notabili i calzari composti di strisce di pelle di cignale concie con la polvere di mirto. Egli si fece innanzi con passo sicuro, mentre un cane gigantesco gli teneva il muso quasi appoggiato alle gambe; senza rispondere, senza salutare si locò in mezzo ai Decemviri; le turbe sì clamorose poco anzi, adesso tacevano, sicchè si udiva il fiotto della Restonica quantunque scarsa di acque; egli con voce chiara parlò:

— Degni di libertà veramente voi? Meritevoli proprio del plauso della Europa i Côrsi, che impongono le sentenze ai giudici come in Algeri le bastonate agli schiavi?

Serena, che fino a quel punto non aveva trovato occasione di far sentire la sua voce, si gittò in ginocchio a capo del cadavere di suo padre, e con le braccia levate prese ad esclamare:

— Vendetta, signor generale! vendetta!

Il Paoli le vibrò un'occhiata terribile e rispose:

— Qui non siamo per fare la vendetta di un uomo, bensì la giustizia del paese; rimovete di qua cotesto morto; potete deporlo nella cappella là dirimpetto.

— Nessuno lo tocchi; nessuno; non deve starsi separato da me.

— E voi andate con esso, e pregate per l'anima sua; questo si addice meglio a fanciulla e a figliuola: vostro padre adesso si raccomanda più al perdono di Dio, che alla vendetta degli uomini.