Come, dove, e avanti cui avesse a proporsi il partito, io lo dirò un'altra volta. — Per ora basta così. Questo concetto mi sorse doloroso nella mente considerando come gli uomini mossi dalle passioni, vento contrario alla vita serena, s'ingannino. E non dico già di quelli che hanno grosso intendimento, ma sibbene anche di coloro che fanno professione di filosofia, e furono dai cieli benedetti d'ingegno. Ed in conferma di questa mia sentenza valgami per tutti lo esempio del Byron, il quale alla distanza di pochi anni giudicò tanto diversamente Napoleone. Nel 1815 egli cantava così:
ODE A NAPOLEONE BONAPARTE.
Pesa Aniballe: quante libbre trovi
In cotesto supremo capitano?
Giovenale, Satira X.
Lo imperatore Nepote venne accolto dal Senato, dagl'Italiani, e dalle provincie della Gallia. Le sue virtù morali, e la militare prestanza, furono lodate largamente, e quelli che ritraevano qualche privato benefizio dal suo governo annunziavano con voci profetiche la restaurazione della pubblica felicità..... Ma la sua vituperosa renunzia, la sua vita per pochi anni protratta in miserabilissima condizione tra imperatore ed esule, finchè......
Gibbon, Decadenza ec., vol. VI.
«Egli cadde; ma pure ieri fu re! ed armato a combattere contro ai re. Ed ora tu sei una cosa senza nome, — abietta, — e nonpertanto viva! E questi è l'uomo dai mille troni? Questi colui che seminò la terra di ossa nemiche? E può egli sopravvivere così? Dopo lui, che salutammo follemente stella mattutina, nè uomo mai, nè demone precipitava in tanta immensa miseria.
»Uomo malvagio, perchè la stirpe che ti stringeva le ginocchia flagellasti? Contemplando sempre te stesso divenisti cieco, e il fastidio di guardarti insegnasti.... Con tanto magnifica potenza, — potenza di salvare — l'unico dono che ai tuoi adoratori largisti è stato il sepolcro. — No; — prima della tua caduta gli uomini non potevano credere come tanta ambizione andasse congiunta a tanta bassezza!
»Gran mercè dello insegnamento; — egli varrà ad ammaestrare i futuri guerrieri, assai meglio che le sentenze della divina filosofia non facciano, siccome invano hanno fatto fin qui. Il fascino che occupava la mente degli uomini si è rotto, nè tornerà più a prostrarsi davanti questi idoli della spada dalla fronte di bronzo e dai piè di creta.
»Il trionfo, l'orgoglio, e la gioia della battaglia, e la voce della vittoria scuotitrice della terra, erano l'alito della tua vita. Il brando, lo scettro, e il dominio che gli uomini, come se vinti da necessità naturale, obbedivano, e co' quali si era oggimai addomesticata la fama, tutto è spento. Spirito tenebroso! oh quanto deve lacerarti amara la tua rimembranza!