«Madre! madre mia!» esclama con voce sepolcrale; «m'invidiate voi la notte felice? Perchè mi svellete perfidamente dallo asilo del mio amore? — Ahimè! e devo svegliarmi soltanto al dolore e alla disperazione? Non vi basta di avermi coperta del manto funerale, e di avermi prima del tempo sepolta viva?
Una forza misteriosa di arcano destino mi trasse dall'angusta dimora. — Il canto lamentevole dei vostri Sacerdoti non ha potenza nessuna; — il sale e l'acqua non gelano la giovanezza, nè agghiacciano la Natura. — Nissun potere sopra la terra vale a soffocare l'amore!....
Questo giovane m'imprometteste allorchè sereno brillava il tempio di Venere: — madre, mancaste alla parola; — voi rompeste la fede perchè un voto fallace vi costrinse. Ma non v'è Dio ch'esaudisca la madre che fa giuramento di ricusare la mano già promessa della sua figlia. — Io mi partii dal sepolcro per conseguire il bene di che volevate privarmi; — io venni dal sepolcro per amare l'amante perduto, e per suggere il sangue del suo cuore.....
O giovane leggiadro che appena ho amato, tu non puoi vivere di più: — in questo luogo tu rifinirai. — Per pegno del mio amore io ti ho donato la catena di oro: — meco porto i tuoi capelli. — Mirati attentamente; — tu incanutisti sul mattino, nè ricomparirai bruno fuorchè nell'altro mondo.
Ascolta, madre mia, — ascolta l'ultima preghiera della tua figlia infelice. — Componi un rogo, — apri la mia trista fossa, e concedi l'ossa degli amanti alle fiamme; e quando le faville stridenti sorgeranno, — quando le ceneri saranno roventi, — noi voleremo frettolosi verso gli antichi Dei.»
PENSIERI DI GIANPAOLO RICHTER.
I.
La vita di un cortigiano è uguale a quella del devoto, cioè una preghiera continua per ottenere qualche cosa.
II.
La vita, come l'acqua del mare, si fa dolce innalzandosi verso il cielo.