È l'ora nella quale si ascolta dai ramuscelli la nota melodiosa dell'usignolo; — è l'ora nella quale i voli degli amanti appaiono più soavi in ogni mormorata parola, — e i venticelli gentili, e le acque vicine, rendono armonia all'orecchio solitario: — La rugiada lieve lieve bagna ogni fiore, le stelle si sono incontrate nel firmamento, su l'onda si addensa un azzurro più profondo, su le foglie un colore più fosco, — e per l'orizzonte quella luce dubbia, così soavemente opaca, così oscuramente pura, la quale tiene dietro al declinare del giorno quando il crepuscolo illanguidisce all'apparire della luce.
II.[2]
Ma non per ascoltare lo strepito della cascata abbandona Parisina la sua stanza; — non per contemplare la luce celeste passeggia la donna per le ombre della notte: — s'ella si aggira nei giardini degli Este non ve la chiama vaghezza dei fiori aperti: — ascolta... — ma non per l'usignolo, quantunque il suo orecchio attenda una così dolce favella. Se muove un passo traverso il folto cespuglio, e le sue guance si fanno pallide, — e il suo cuore palpita celerissimo; — una voce mormora tra le fronde frementi: le ritorna il colore sul volto, — le si solleva il seno: anche un istante..... e saranno insieme. — È trapassato, — e l'amatore è prosteso davanti alla donna innamorata.
III.
Ora cosa è mai per loro il mondo con tutte le sue vicende di stagioni e di tempo? — Ogni creatura, il cielo, la terra, sono nulla alla mente e agli occhi loro: — come se fossero morti, come se tutto fosse scomparso non curano cosa che abbiano sopra, sotto, o dintorno. Uno respira l'alito dell'altro: — pieni di gioia tanto profonda sono que' gemiti, che dove non diminuissero, il felice delirio distruggerebbe i cuori che sentono il suo fiero dominio. Immaginerebbero essi mai colpa o pericolo in questo tumultuoso e tenero sogno? Colui che sentì la potenza della passione ristette, e lo prese paura in questa ora? o pensò come celeri scorrono via questi momenti? — Pure già sono passati! — Noi dobbiamo svegliarci avanti di conoscere che tale visione non tornerà mai più.
IV.
Con lentissimo sguardo abbandonano il luogo della colpevole gioia passata, e quantunque sperino e facciano voli, essi si affliggono come se questo fosse l'estremo commiato. Lo spesso sospirare, il lungo abbracciamento, i labbri che vorrebbero unirsi per sempre... Intanto il cielo splende sul volto a Parisina, ed ella dispera del perdono del cielo, come se le stelle lontane vegliassero sul suo delitto. — Pure con frequenti sospiri ella si stringe alla fidata posta; ma adesso è forza andare: è mestieri separarsi nella spaventosa gravezza del cuore, con tutto il profondo, gelato brivido che tiene dietro alla azione del male.
V.
Ugo si giace nel letto solitario, forte desiderandovi la donna altrui: ella è costretta a posare il capo consapevole presso il cuore fidente del marito; — ma febbrile apparisce nei sogni, e la sua guancia arrossisce per travagliose visioni, — e nel turbamento che l'agita mormora un nome — che non oserebbe susurrare nel giorno, — e stringe il suo signore a quel petto che anela per altrui. — Svegliato il signore dall'abbracciamento, avventuroso in suo pensiere, s'inganna sul sospiro della dormente, e su le focose carezze di lei che era solito di benedire. — Piange per tenerezza sopra la donna che lo ama anche nei sogni.
VI.