Ma per quel buio, accompagnata dal rombo del tuono si ascolta una voce, e al punto stesso un oggetto coglie la Caterina in mezzo della fronte. — La voce diceva:

“Caterina, perchè hai tu contaminato i miei capelli bianchi? — A che mai tanta fretta? Se tu aspettavi un poco, ti saresti serbata innocente, ed io morivo in pace. — Adesso scendo nel sepolcro disperato, ma senza amarezza contro di te. — Prendi il mio testamento: io ti lascio donna di te, e delle cose mie. Possa perdonarti Dio, com’io con tutte le viscere dell’anima mia ti perdono. — E tu, che ho conosciuto soltanto per la disperazione che versi in questa ultima ora su l’anima mia, — che ho veduto al chiarore del fulmine, — se l’amerai sempre di amore, — se me la renderai contenta... va... io mi parto dal mondo perdonando anche a te...”

Indi a poco, rumore di orme vacillanti, come dì uomo che tentenna per cadere, — e di caduta.

Comecchè i due amanti non avessero membro che per paura non tremasse, pure trovarono il coraggio di accorrere nella stanza delle fantesche: tolsero le lucerne, e tornarono accompagnati dai famigli a vedere quello che fosse avvenuto. Allo affacciarsi nella sala, il vento spegne nuovamente tutti i lumi; tornarono da capo per essi, e questa volta più cauti, adoperando i debiti riguardi li mantennero accesi.

Raccolsero il misero Canacci disteso sul pavimento, e lo riposero a letto.

Ciapo, accostandogli il lume al volto, vide uscirgli dalle narici una spuma sanguigna, — la bocca torta, — il colore pavonazzo, — gli occhi fissi, invetrati,

Ciapo sentì raccapricciarsi di nuovo ribrezzo, e male sostenendone la vista si trasse in disparte mormorando:

“Egli... ha bisogno del prete che gli raccomandi l’anima...”

La Caterina pareva presa da catalessia. Come Niobe mutata in pietra, immobile accanto al letto non piangeva, non parlava; neanche il seno le palpitava: la forza tremenda dell’incubo la dominava intera.

Senza tabarro, senza cappello, Ciapo vola alla chiesa di Santo Ambrogio pel prete; e il prete col Viatico, l’Olio santo, e la lanterna, gli tenne dietro correndo.