I forestieri, ed in particolar modo gl’Italiani che erano a Parigi, mandavano già in tutta fretta ai loro rispettivi paesi la notizia del capolavoro di cui la Francia andava superba; e i fogli di tutta Europa consegnavano il nome di Ferdinando Ducastel alla venerazione dei contemporanei e dei posteri.
Tutta Parigi era ripiena di quel nome. Nei caffè, nei teatri, nelle case private, alla Corte, non si parlava che di Ferdinando Ducastel: e da tutti si chiedea con premura chi fosse costui, dove avesse studiato, quali le sue aderenze; se avesse fatto altri lavori, ed esposto altri quadri negli anni scorsi.
In un baleno si seppe che il quadro la Preghiera era venduto allo scozzese Eduardo Horms, uccisore del giovine uffiziale Giustino Victor, avvenimento che pochi giorni addietro avea desto tanto rumore a Parigi. Il prezzo del quadro era portato alle stelle. Chi asseriva essere stato venduto per un magnifico feudo di Edimburgo, chi per un castello baronale con parco e poderi d’immensa estensione, e chi pel prezzo di un milione di lire sterline.
Il nome di Ferdinando Ducastel diventò alla moda: estimavasi felice chi poteva avvicinar questo artista, parlargli, stringergli la mano. L’albergo Mirabeau era giorno e sera assediato da visitatori.
Un’altra delle detestabili passioni del Lennois era appagata! Egli otteneva quel trionfo e quel grido ch’erano stati sempre nei sogni della sua vita.
Due mesi all’incirca erano passati dacchè il quadro la Preghiera era esposto nei lunghi corridoi del Louvre, quando una mattina, una donna, giovine e bella, tutta vestita a bruno, restava lunghe ore al cospetto della tela del Ducastel, senza avvedersi di essere fatta segno alla universale attenzione: È impossibile rendere l’espressione delle sue sembianze: la sorpresa e il dolore si leggeano su quella bianchissima faccia.
Ella era rimasta gran tempo immobile dinanzi al quadro, immersa nei suoi pensieri. Urtata, stretta, sospinta dalla gente che traeva sempre in gran folla ad ammirare il gran dipinto, parea che niente avvertisse, e che il movimento che si faceva intorno a lei non colpisse i suoi sensi.
Questa donna si partìa poscia dal Louvre in gran fretta: sembrava uscita di senno: nei suoi begli occhi lampeggiava un’estrema risoluzione. Ella fermossi alla Piazza del Carrousel, e fece un passo come se avesse voluto ritornare indietro; ma questo pensiero durò un istante: attraversò correndo le Tuillerie, e, arrivata alla porta del Giardino, fe’ ristare una carrozza da nolo, vi si gittò dentro, e disse al cocchiere:
— Albergo des Princes.