— Verissimo, ella rispose incontanente e senza sapere di che si trattasse; che ci è sorella?

— Ci è, mia cara Marietta, che Eduardo è salvo.

— Salvo! gridò costei battendo le palme per un moto di gioia infantile. E i suoi begli occhi si riempirono tostamente di lagrime; e più non potè dir parola per la contentezza che l’affogava.

— Non ci abbandoniamo ancora alle nostre speranze, disse compostamente Maurizio; è un barlume che forse ci menerà allo scoprimento del vero; mi recherò a Auteuil; ho un’idea, ma niente è ancor certo, e Ducastel è oggi l’occhio dritto della nazione francese e del governo.

— Ferdinando Ducastel è un infame impostore, un assassino della gloria italiana, gridò una voce di donna che nissuno avea veduta starsi all’impiedi presso al sofà.

Non diremo la sorpresa da cui furon colti tutti gli astanti.

— Luigia Aldinelli, sclamò Maurizio, e corse incontro a lei: io vi aspettava qui, a Parigi; ma in quale stato!

In effetti: la misera giovine era sì bianca in volto e parea soffrir tanto, che Emma, Lucia e Marietta se le strinsero attorno, e circondaronla co’ segni della più sentita pietà.

Luigia Aldinelli era la donna che abbiam veduta restare immobile innanzi al quadro del Ducastel, e gittarsi quindi in una carrozza per trarre all’albergo des Princes.

Ella sapea che Maurizio Barkley era ivi.