Sul cuore di Lucia fluiva un torrente di gioia. Da tanto tempo la miserella non gustava un piacere sì vivo! La sua anima si apriva alla felicità dell'amicizia: la sua sensibilità si sfaceva sotto il calore di questo divino sentimento. Sul volto della donzella andalusa sfolgorava una gioia sì pura che tutte le sue sembianze ne erano irradiate. Era forse la prima volta che i suoi occhi nuotavano in lagrime di tenerezza: era quello il più sublime piacere ch'ella avesse mai gustato in sua vita.
— Io debbo andar via, disse Emma dopo qualche minuto di commozioni, sono aspettata da una comitiva di amici, a' quali ho nascosto, sotto un pretesto, lo scopo della mia visita.
— Ah! esclamò Lucia, chi sa se ci rivedremo mai più! Una barriera insormontabile ci divide.
— E quale? dimandò Emma con tristezza.
— Il nostro stato, rispose Lucia.
— Questa barriera, che l'ingiusta fortuna avea posta tra noi è stata già superata dalla nostra amicizia. Noi ci rivedremo, e ci rivedremo spesso.
— Iddio possa colmarvi di felicità, incantevole creatura! esclamò Lucia.
— Qua la tua mano, Lucia, la tua puranche, gentil fanciulla, disse Emma rivolgendosi a Marietta, la quale afferrò la mano della generosa donzella e con effusione di cuore la baciò più volte.
— La vostra anima è bella come il vostro volto, disse la sorella di Lucia.
— No, non posso partirmi di questa casa, ripigliò Emma se prima non ricevo un pegno della vostra amicizia.