E quasi tutt'i giorni Maurizio vedeva Emma; spesso intrattenevasi con lei, non ostante quella specie di ripugnanza che la figliuola del Duca di Gonzalvo mal dissimulava contro di lui. Ma la condotta, le parole dello Esquire Barkley erano irreprensibili, ed Emma non ebbe giammai a dolersi della minima infrazione che quegli avesse commessa alle leggi del buon vivere. Ciò non pertanto la fanciulla andalusa era sovente imbarazzata dallo sguardo di acciaio di Maurizio, il quale sembrava voler penetrare nelle più recondite latebre del cuor di lei. La fisonomia dell'inglese, ordinariamente fredda e marmorea, acquistava dappresso a lei un'espressione indefinibile; que' suoi occhi africani lucevano come due pugnali, e il colore del suo volto da olivastro diveniva bianco. Emma ammirava talvolta il complesso della testa di Maurizio, che aveva qualche cosa di straordinario e di eccezionale. I suoi capelli folti, duri e ricci gli tempestavano le tempia e la parte posteriore del collo come ispida foresta, e le sue sopracciglia ingrossate dall'ardente sole della Cafseria si spiegavano come due archi terribili su le due nere frecce degli occhi; era nell'espressione e nel taglio del suo capo qualche cosa del leone.
Nelle fattezze di quest'uomo era la natura selvaggia e indomita unita a quella impronta di nobiltà che la virtù solamente può dare agli uomini. Nel tempo stesso la schiavitù avea lasciato il suo marchio indelebile nel carattere di lui cupo, aspro e sospettoso; quell'anima ardente nata per amare era stata defraudata financo del più caro sentimento, l'amor filiale. La più brutale condizione era stata imposta a quell'uomo, nel cuor del quale, fin dalla più tenera infanzia, era stata distillata ogni più bassa e truce passione, le quali per altro non aveano potuto attecchirvi.
Abbiam detto che Maurizio vedeva Emma quasi ogni giorno. Quell'uomo ch'era arrivato all'età di trentadue anni nella maggior severità di pudore, e che non pertanto sentiva nel petto le fiamme del cielo africano; quell'uomo che sentiva ribollirsi il sangue al solo udir parlare d'amore non potea veder Emma tutt'i giorni senza rimanere attossicato dagli occhi della spagnuola. Ben presto una passione cupa si scavò un passaggio nella sua anima come una mina nelle visceri della terra. E questa passione crebbe, crebbe alimentata da tutta la volontà dello stesso Maurizio, il quale trovava in essa la più grande felicità della sua vita. Stranezza incomprensibile! Maurizio era felice nel suo amore sepolcrale: nessun raggio di speranza balenava su esso; e questo appunto alimentava la nascosta sua fiamma. Giammai non gli venne al pensiero l'idea d'una corrispondenza di Emma! però che questa idea era per lui un assoluto impossibile. Intanto egli era felice di amare Emma: era questo amore il suo culto, migliore assai di quel barbaro feticismo che gli avevano insegnato colle nerbate della schiavitù. Questo solitario amore, dava a Maurizio le più singolari tendenze. Sovente egli si recava ne' luoghi più remoti e campestri, visitava i villaggi che circondano Napoli, montava l'erta del Vesuvio o de' Camaldoli, ed ivi, seduto su qualche collina, o alla vista del mare, egli si abbandonava a tutta la malinconica tenerezza della sua anima. In così fatte interne conversazioni egli si apriva interamente a sè stesso, e si piaceva di confidare all'aura del cielo i sentimenti del proprio cuore. L'immagine di Emma era la sua compagnia: quell'immagine cara prendeva agli occhi di lui forme eteree e leggiere; rivestiva i colori della nugoletta indorata che attraversava la tacita volta del cielo, nella forma di sottil nebbia si piegava sulle onde del mare, quasi per udirne i segreti, si raccoglieva sotto l'ombra di un platano, o si sfumava colla luce nel lontano orizzonte. Chi può dire le strane visioni di un'anima vergine e selvaggia che ama coll'ardore de' deserti, e che è continuamente costretta a ripiegarsi sovra sè medesima per mancanza di eco? Alcune volte la vulcanica passione di Maurizio scoppiava dal suo seno come tremenda eruzione, e allora i suoi occhi infiammati di lagrime giravano come quelli dell'affamato leone che percorre la vastità del deserto senza trovare di che satollare la sua fame; allora lo schiavo facea rimbombare le solitudini de' campi con gridi terribili e disperati: allora tutto gli era insopportabile, il moto e la quiete, la compagnia e la solitudine, la luce e le tenebre. Ma questi momenti di debolezza eran rari, perchè l'anima di Maurizio era forte come il suo corpo vergine ed avvezzo alle più orrende privazioni.
Maurizio avea nascosto nel più profondo dell'anima il segreto del suo amore; era impossibile all'occhio più destro e indagatore lo scoprire la passione ardentissima che bolliva nel petto di lui. La stessa Emma, lungi d'addarsene minimamente, non iscorgeva nel gentleman che un freddo egoista. Ma dal dì che Maurizio l'ebbe salva da sicuro pericolo di vita, Emma il risguardava con altr'occhio, ed il tenne in istima di amico sincero e leale. Fu quello certamente il più bel giorno della vita di Maurizio. Ed or cade in acconcio il dire ch'egli, inosservato, seguiva sempre Emma dovunque costei si recava: e quel giorno della cavalcata fu sul principio un tristo giorno per lui, dappoichè Maurizio vedeva a fianco di Emma i più leggiadri cavalieri! ogni parola che la fanciulla volgeva a qualcuno di loro era dardo al cuore dell'Africano. Da lungi egli non perdeva mai d'occhio ciascun movimento di lei. Abbiam già detto ch'egli possedeva tal vista acuta, che tra gli schiavi suoi compagni si era meritato il nome di Quickeye (occhio celere).
Non così tosto Maurizio ebbe veduto Emma discostarsi dalla comitiva e prendere sola la via di S. Maria degli Angeli alle Croci, pensò subitamente, con quella penetrazione che soltanto l'amore sa dare; che la fanciulla andava a trovare Lucia Fritzheim. Già Maurizio conosceva la faccenda della lettera di Lucia capitata nelle mani di Emma, conosceva la strana proposta di Daniele al Duca di Gonzalvo, e sospettava l'inclinazione di Emma pel giovine pianista. Con una parola Maurizio poteva distruggere tutto l'edificio delle speranze di Daniele. Quand'anche il Duca di Gonzalvo avesse avuto in pensiero di aspettar davvero i due anni promessi: quand'anche Daniele fosse tornato milionario ed amante riamato di Emma, una sola parola annientava ogni unione tra Daniele ed Emma. Bastava che Maurizio avesse detto al Duca di Gonzalvo esser Daniele figlio naturale del Conte di Sierra Blonda, cui tanto il Duca detestava e contro il quale avea giurato mortal vendetta. Ma lo schiavo di Patna avea l'anima nobile. Alla festa di Lady Boston, egli avea promesso a Daniele di non parlare, e questa promessa era sacra per lui; il pensiero di violarla giammai non era entrato nella sua mente. Avvegnacchè ardentemente egli amasse la giovinetta spagnuola, e sapesse che a costei le premure di Daniele non erano indifferenti, Maurizio non si lasciò sfuggir giammai una parola che avesse potuto umiliare l'amante agli occhi dell'amata. Eppure sa il cielo quanto soffriva il cuore di lui allora che Emma, dissimulando la sua agitazione, gli parlava del giovine pianista, del costui genio musicale, delle brillanti qualità dello spirito di lui. Maurizio disprezzava nel suo interno il trovatello, tipo d'ingratitudine, d'infedeltà e di slealtà; e ciò non per tanto nol degradava agli occhi di lei, sembrandogli codardia il valersi di un segreto per fargli perdere la stima della donna amata. Benchè rivale, Maurizio disprezzava Daniele, e troppo egli era nobile e altero d'animo per abbassarsi ad una inutile soperchieria. E diciamo inutile, perchè Maurizio non isperava di acquistarsi giammai l'amore di Emma, ed il pensiero d'una corrispondenza di affetti era lontanissimo dalla sua mente.
Ma dal giorno in cui Maurizio ebbe la somma ventura di esporre la propria vita per sottrarre l'adorata andalusa da terribile pericolo, nell'animo di lui avvolgeansi costantemente le parole profferite da Emma nell'avviarsi alla casa di Lucia Fritzheim. Questa fanciulla avea detto: SALVATEMI IL CUORE DOPO DI AVERMI SALVATA LA VITA! Emma dunque amava!!
Maurizio ricordava eziandio che la figliuola di Gonzalvo avea detto: Andiamo a spargere il conforto della carità là dove la più nera perfidia ha sparso il dolore, la miseria, e voleva spargere l'ignominia!
Non ci era dubbio: quella nera perfidia non potea sulle labbra di Emma riferirsi ad altri che a Daniele. Ella dunque sapea di essere stata ingannata da costui sul conto di Lucia Fritzheim. Maurizio interrogò freddamente sè stesso; dimandò alla sua coscienza quello ch'egli dovea fare per salvare il cuore di Emma. Tradir Daniele? Non mai.
Maurizio pensò varii giorni su quel che dovea fare: e un bel mattino, una fredda risoluzione era presa.
A che si era determinato Maurizio Barkley?