Stando a tal modo le cose, un mattino Padre Ambrogio, che mal si studiava di nascondere il suo turbamento, vinto dalle istanze di Lucia e di Marietta, confessò di aver saputo che Daniele si accingeva a partire per l'estero, e che gli era stato impossibile di scoprire quale scopo si avea tal partenza, qual motivo l'avea determinata. Facendo ciò palese, Padre Ambrogio restò maravigliato non poco nello scorgere sul volto della fanciulla, a vece di un dolor profondo, una certa espressione come di gran gioia. E siccome egli non facea mistero delle impressioni che provava, dimandò a Lucia perchè quella notizia, invece di contristarla, sembrava le desse soddisfazione. Lucia gli confessò ch'ella preferiva di saper lontano il suo amante e forse per sempre, anzichè di saperlo in Napoli e al fianco di un'altra donna. Oh! se la tapinella avesse conosciuto lo scopo del viaggio di Daniele!
Ma in pari tempo ch'ella confessava esser più contenta che Daniele partisse piuttosto che saperlo accanto alla figliuola del Duca di Gonzalvo, i suoi occhi si bagnavano di lagrime, le sue affilate gote s'imbiancavano, ed il suo petto si gonfiava come la marea vicina a frangersi in sulla spiaggia. E le sue lagrime erano richiamate eziandio da quelle di Marietta che scorrevano senza ritegno su per le belle guance della fanciulla, la quale frattanto non lasciava di rimprocciar la sorella perchè piangesse mentre avea detto di aver piacere della partenza di quel birbante (questo era l'epiteto che Marietta solea dare a Daniele). Lucia più non pianse, ma fermò di veder Daniele per l'ultima volta, innanzi che questi abbandonasse Napoli.
Si conosce come allora che il giovine si accingeva a salir sulla diligenza che dovea menarlo lungi da Napoli, la fanciulla si slanciò, con impeto irresistibile, verso di lui, e gli si mostrò. È noto lo scontro de' due amanti. Lucia avea veduto vagare una lagrima negli occhi di Daniele: ella era meno infelice!
Dal dì della partenza dell'amato giovine, Lucia non era men trista e sofferente che per lo addietro, ma più tranquilla e interamente rassegnata. La tristezza del suo cuore veniva per altro accresciuta dalla povertà ch'ella vedeva ogni dì vie più invadere la famiglia. Quantunque tanto ella quanto Marietta facessero ogni opera e si ammazzassero di lavoro, il frutto delle loro fatiche a mala pena bastava per uno scarso nutrimento. Padre Ambrogio non cessava, sia con procacciar lavori alle due fanciulle, sia con delicate sovvenzioni che egli sapea nascondere con arte, rifondendo del suo sul meschino prodotto dei lavori ch'egli stesso lor dava a fare, non cessava di provvedere al sostentamento di quella famiglia, della quale egli avea promesso a Giacomo di essere secondo padre. Commovente e splendido esempio di virtù! Oh perchè gli uomini come Padre Ambrogio son così rari nella società corrotta e decrepita in cui viviamo!
La visita di Emma aveva interamente cangiato l'aspetto delle cose. Erano circa le undici di un bel mattino lucido e sereno. Maurizio era andato a piedi alla dimora dell'onesta famiglia. Egli era vestito colla più grande semplicità: portava un soprabito bigio; lunghi stivali colle rivolte, cappello a larghe tese, e una giannetta d'ebano nelle mani. I fratellini di Lucia erano usciti a diporto nei dintorni colla vecchia fantesca, così che in casa non erano che Lucia, Marietta e Uccello.
Marietta era occupata a rimendare e ricucire calze, camice ed altri panni pertinenti ai fratelli: sopra una sedia, ad una traversa della quale appoggiava i piedi, ella teneva un patuffolo di panni che dovea passare in rivista, e su cui gittava con impazienza lo sguardo, però che la vispa fanciulla avrebbe preferito di andare un poco a scorrazzar per la campagna in compagnia dei fratelli. Ad ogni punto ella dava un'occhiata al lavoro, e mille d'intorno, guardava distratta al di là della finestra e mandava di grossi sospiri. Spesso rimaneva coll'ago in mano senza far niente, o si metteva a guardar con amore la sorella ch'era tutta in sul lavoro. Marietta era tanto felice nel veder sul volto di Lucia rinati in parte i color della salute! E se Lucia alzava gli occhi, Marietta ripigliava il suo compito e ritornava all'opera sorridendo, ma allora era ruina tutto quello che faceva; s'imbrogliava a infilare l'ago, si scordava di fare il nodo della gugliata, si pungeva le dita ovvero, se stava rimendando le calze, facea scappar le maglie e scavalcarle, si facea cader la bacchetta e i ferruzzini. Lucia sorrideva, dappoichè ben sapea come l'amasse quella cara sorella, il cui solo difetto era nella troppa leggerezza del temperamento. Lucia avea posto mano ad un paio di calzoncini nuovi di Andrea, il più piccolo dei fratelli: ella ne avea fatto l'imbastitura, e si accingeva a cucirli. Non si può dire il bene immenso che la visita di Emma avea fatta a tutta questa famiglia. Quanto poco ci vuole per rialzare i sofferenti dal loro abbattimento! Lucia non era più così trista come per lo addietro; la sua famigliuola avea ormai un appoggio, un'amica. A seconda ch'ella si sentiva restituita alla salute, ella ne provava una indicibile felicità, perocchè poteva, colla fatica delle suo braccia, sovvenire ai bisogni de' fratelli.
Le due sorelle erano così occupate. Una fascia di sole illuminava i loro lineamenti e andava a scherzare sulla sedia situata nel mezzo di quelle due fanciulle. In un angolo della stanza era seduto Uccello davanti ad una tavola su cui si vedea spiegato un grande abbicci. L'idiota si sforzava di apparare a conoscere le lettere, imperocchè Padre Ambrogio gli avea promesso un bel regalo se imparasse in pochi giorni l'alfabeto. Uccello avea mandato a memoria il nome di ciascuna lettera, ma non sapeva ancora farne l'applicazione alla figura. Egli si facea di grosse risate senza motivo, e sfregavasi le mani ogni volta che indovinava a chiamare una di quelle lettere. Di tempo in tempo, annoiato di cantar, sempre la stessa canzone su quel maledetto scartabello che gli stava dinanzi, si alzava e veniva ad equilibrarsi in sulla spalliera della sedia di Marietta, a giuocare co' gatti mollemente sdraiati al sole, a perseguitar qualche mosca, o a trastullarsi colle proprie dita divenute per lui dieci balocchi gentili e graziosi. Una modesta tirata di campanello fece ristar dal lavoro le due fanciulle e correre alla porta Uccello che, dopo molte lezioni e molti sforzi, aveva appreso ad aprirla. Le due sorelle furono estremamente sorprese nel vedersi dinanzi un uomo ch'esse non conoscevano, mentre credevano che fossero i due fratelli i quali tornassero dalla passeggiata unitamente alla vecchia fantesca che gli avea accompagnati.
Maurizio Barkley salutò col capo le due fanciulle a rimase col cappello in mano e all'impiedi.
— Scusate, signorine, egli disse, se ardisco presentarmi senza forse essere personalmente conosciuto da voi. Eppure ho avuto l'onore di godere la stima di vostro padre.
— Il vostro nome signore? dimandò Lucia.