— Ella stessa, rispose Barkley, ella m'incarica di darvi un attestato della sua sincera amicizia.

— Abbiamo forse bisogno per ciò di altri attestati, di altre prove disse Lucia a cui già gli occhi si velavano di lagrime di tenerezza. Oh perchè vuol ella opprimerci di bontà!

— Chi ha imparato una volta a conoscervi, adorabili fanciulle, disse Maurizio, non farà mai abbastanza per dimostrarvi la sua affettuosa amicizia. Emma ha un torto da riparare con voi, Lucia; ella involontariamente vi ha rapito il cuore di Daniele, ed oggi ella viene, per mezzo mio, se non a restituirvelo (poichè ciò non è in suo potere), a rendervi almeno la sicurezza e la pace. Io sono incaricato di farvi la confessione che la Duchessina Emma di Gonzalvo ama un altro, che non è Daniele, e dal quale ella è corrisposta con un'indicibile adorazione. Questa confessione rimanga per altro, sepolta ne' vostri cuori, signorine; Emma non vuol per ora che nessuno al mondo sappia i suoi sentimenti.

— Ah! ti ringrazio, mio Dio, ti ringrazio, esclamò Lucia giungendo le mani e volgendo al cielo i suoi begli occhi.

— Oh benedetta! benedetta! sclamò Marietta. Or sì ch'ella merita di essere adorata! Beato, beato quell'uomo ch'è il suo amante! Oh come costui deve andar superbo e felice di essere amato da quel sole di bellezza!

— E chi è costui? dimandò Lucia.

— Maurizio Barkley! disse questi chinando gli occhi e impallidendo.

— Voi! voi, signore!! Oh siate felice, signor Barkley, chè ben lo merita il vostro nobil cuore!

Maurizio si affrettò d'interrompere una conversazione che diveniva pericolosa e delicata per lui. Poco stante, egli si accomiatava dalle due sorelle. Ma innanzi ch'ei fosse partito, Lucia lo avea pregato di manifestare alla nobile amica i suoi sentimenti di riconoscenza, di stima e di affetto. Nel discendere le scale di quella casa, Maurizio dicea tra sè:

— Ho fatto il mio dovere; le ho salvato il cuore... Dio faccia il resto!