— Daniele, disse il vecchio, ricordi tu quel che eri e quel che ora sei?

— Lo ricordo, rispose questi, alcun poco turbato da simile interrogazione.

— Ti rammenti di quella notte in cui ti raccolsi morto di fame e di freddo sopra una felce nelle boscaglie della Sila in Calabria?... Pensa, figlio mio che ivi saresti immancabilmente perito; le tue membra quasi nude erano intorpidite dal gelo onde eran tutti coperti que' boschi deserti e quelle valli; i tuoi occhi eran chiusi, ed appena uscia dal tuo petto un fioco gemito che si perdea ne' lunghi urli del vento tra gli scheletri della vegetazione. Fu la Provvidenza che guidò i miei passi in quel bosco tetrissimo: io avea smarrito il mio cammino, o per dir meglio, Iddio volle che io mi fossi per poco allontanato dalla strada regolare per menarmi a dar vita ad una innocente creatura. In questo supremo istante della mia vita che si spegne, benedico la Provvidenza che mi fece degno di esercitare la carità e di salvar da morte un caro fanciullo, ch'io poscia ho amato qual mio figlio, e che ora amo con tutta la tenerezza paterna, quanto amo queste infelici creature che la mia morte lascerà diserte e abbandonate nel mondo.

Dagli occhi del vecchio cadde una lagrima, che restò fredda e impiombata sulla sua guancia.

A quelle parole, non si udì che un pianto universale. Daniele era commosso.

Dopo pochi momenti di silenzio, Giacomo riprese:

— Ho dovuto richiamare questa ricordanza, mio caro Daniele, non per vantare titoli alla tua gratitudine, della quale non ho mai dubitato, e di cui mi hai dato prove non equivoche; bensì per ottener da te tutto lo affetto di un figlio in questo momento ch'è per me sì solenne. Se tu ami ch'io dorma in pace il sonno della tomba, se vuoi che io chiuda gli occhi benedicendo quell'istante in cui per la prima volta i tuoi gemiti infantili colpirono le mie orecchie, togli dal mio animo ogni dubbio sulle tue rette intenzioni a riguardo di questa misera fanciulla che tanto ti ama...

Quest'ultima parte fu piuttosto indovinata dagli astanti anzi che profferita dal vecchio, tanta fu la commozione ambasciosa che gli oppresse il petto. Daniele impallidì e chinò gli occhi, interamente ombreggiati dalle folte sopracciglia, che diventarono due archi nerissimi; Lucia si sentiva scoppiare il petto; il cuore le palpitava con tal violenza che un lividor di morte le imbiancò le labbra semiaperte; gli occhi della fanciulla non si arrischiarono a riguardar Daniele, e fu per bene di lei, che se quell'adorabile creatura avesse gittato uno sguardo sul suo amato, avrebbe letto sul costui volto la più chiara smentita delle parole del padre.

— Si avvicina il mio termine, figli miei... Ringrazio la Provvidenza che mi concede la forza di parlare e di rivolgervi le mie estreme parole. Daniele, Lucia, Iddio non ha permesso ch'io fossi testimone della vostra felicità... Io avea ben ragione, mio caro figlio, di spingerti ad affrettare questa bramata unione... L'innocenza e la virtù fecero dapprima nascere il vostro amore; l'affetto fraterno si voltò ne' vostri cuori in un sentimento più dolce, che crebbe col crescer dell'età. Dio benedisse l'amor vostro, come l'ho benedetto anch'io. Daniele, misero figlio della sventura o della colpa, infelice creatura defraudata del più caro degli umani retaggi, l'amor paterno, il cielo ha colmato un tal vuoto; tu sei idolatrato da quest'angioletta. Una brillante carriera ti si apre dinanzi; così giovane hai ottenuto quello che pochi o nessuno alla tua età giunge ad ottenere: riputazione e fortuna, e ben le meriti per la tua abilità nell'arte musicale, per la quale tanto genio appalesasti fin dalla tua fanciullezza. Possa il cielo sempre più render prospere le tue fatiche, ad alleviarti le quali, avrai al tuo fianco questa cara creatura.... La misteriosa mano che oggi provvede a' tuoi bisogni o a' tuoi piaceri potrà un giorno ritirarsi da te, senza che tu abbi a sentire dolorosamente una tal perdita.

Giacomo ebbe d'uopo d'interrompersi per qualche momento... Gli astanti, ed in particolar modo Daniele, e Lucia, erano diversamente agitati e commossi.