Il Dottor Weiss interrogò gli altri colleghi; si tenne consulto sulle spoglie esanimi del Conte; due ore di discussione non avea fruttato nessun risultamento: la scienza esauriva le sue congetture, e perdeva la sua logica sovra un genere di morte che offriva nuovi caratteri e specialità straordinarie. Il Baronetto non era morto per istrangolamento, però che i segni esterni di questa morte sono: enfiatura del collo e della faccia, la quale è cosparsa di lividore nerastro; tumefazione della lingua, che pel consueto suole uscir di bocca; occhi rossi e sporgenti: estremità fredda e di color violaceo. Qualcuno appena di questi segni rinvenivasi sul capo di Edmondo. Si passò eziandio in discussione se egli fosse morto per mefitismo, e si ricusò questa supposizione come assurda, non pure per non essersi trovata cagione alcuna di viziamento d'aria nella camera dov'egli giaceva, ma neanche gl'indizii cadaverici che attestano tal causa di estinzione. La maggior probabilità poggiava sull'opinione che il Baronetto fosse morto per una specie di sorda asfissia o per una terribile colica cieca. In fatti, un indizio di questa morte suol ricavarsi dall'annerimento de' labbri.
Il pensiere che il Baronetto fosse stato avvelenato non lasciò di presentarsi vagamente nell'animo del Dottor Weiss, il quale rivolse con astuzia molte interrogazioni ai camerieri e a' domestici.
Ma il Baronetto avea cenato assieme a' suoi amici, e dopo cena non avea preso neppure un bicchier d'acqua: la cena era stata innocua, dappoichè le altre persone che n'ebbero parte non aveano sofferto alcun male. D'altra parte, i segni caratteristici di un avvelenamento non si erano affacciati sul cadavere del Baronetto, la nerezza delle labbra era un fenomeno nuovo e strano, ma non bastava di per sè solo a fare argomentare una morte per avvelenamento. Questa idea fu bandita, e si pensò tosto a far eseguire le ultime volontà del defunto. Il dottor Weiss conosceva l'esistenza del testamento, però che il Baronetto gliene avea molte volte parlato, per riguardo all'articolo dell'imbalsamazione, il quale, siccome è noto a' lettori era così concepito:
«È mia precisa volontà che il mio cadavere sia imbalsamato col nuovo metodo d'iniezione alle carotidi. Questa operazione dovrà esser fatta dal mio medico dottor Weiss di Francoforte varii giorni dopo ch'io non avrò dato più segni di vita, e dietro i più esatti e scrupolosi esperimenti per accertarsi della vera mia morte. Per tale operazione gli si darà in compenso la somma di diecimila fiorini».
Questo articolo era stato letto al dott. Weiss fin dal giorno che il Baronetto lo scrisse, e indi riletto altre volte, quando il misero era oppresso da' fantasmi della morte apparente.
Noi non osiamo asserirlo per rispetto, che abbiamo all'umana dignità, ma non possiamo astenerci dal formare una trista congettura. Quella cifra di diecimila fiorini era troppo prevaricante; e forse il dottor Weiss sacrificò i suoi sospetti di avvelenamento alla paura di perdere un guiderdone che si sarebbe sfumato. Se si fosse dato peso all'idea dell'avvelenamento, e se questo sospetto fosse stato ventilato, l'autorità avrebbe richiesto un'autopsia cadaverica; ed allora l'imbalsamazione non avrebbe avuto più luogo.
Affrettiamoci a dire che Daniele simulò in modo ammirabile la sorpresa, il dolore... La sua agitazione, la sua estrema pallidezza, la bieca espressione del suo sguardo ingannarono tutti. Il suo trionfo era pressocchè assicurato. L'impunità gli sorrideva, e con essa l'avvenire colmo di delizie e di piacere. Ma Dio avea già stampato su quella fronte il marchio della riprovazione. Innanzi tutto, le autorità locali di Manheim richiesero l'immediata lettura del testamento. Già si era presentato a Schoene Aussicht il notaro nelle cui mani il testamento era stato depositato. Tutti si prepararono ad ascoltare l'ultima volontà dell'estinto milionario.
L'ultima volontà! Ah! non era quella l'ultima volontà dell'infelice e pentito Edmondo! Egli avea sepolto per sempre con sè il suo vero testamento!
A mezzo giorno si diè lettura legale dell'atto olografo, essendosi affrettata quest'operazione ad istanza del dottor Weiss, il quale avea detto ai commessari del governo di Manheim esser necessaria la pronta lettura del testamento per ragioni che si sarebbero palesate nello stesso scritto del Baronetto. Il cadavere di Edmondo, da lui destinato a rappresentare una parte importante nelle condizioni di eredità, giaceva tuttavia nudo nel proprio letto, coverto interamente da una coltre di seta di Persia.
In quali mani andaveno a ricadere le immense ricchezze del Conte di Sierra Blonda? Quali n'eran gli eredi? Questa dimanda ciascuno volgeva a sè stesso con più o meno perplessa curiosità, a seconda della maggiore o minore probabilità che ciascuno credeva di avere ad una parte dell'eredità.