L'orribil luce che avea per un tratto schiarata la mente dello sciagurato giovine gl'incendiava in pari tempo la testa e il cuore. Un'idea, una parola si avvoltolava nel capo di quel misero, una idea, una parola che il rendean matto: Parricida!

Egli tremava di questo orrendo fatto. Intanto il grido ch'egli avea messo avea richiamato intorno a lui l'attenzione universale. Nessuno potea spiegarsi lo stato di agitazione, di turbamento, di estrema sofferenza in cui vedean Daniele; epperò mille supposizioni si formavano, mille pensieri e mille congetture; ma in nessuno entrò minimamente il sospetto che Daniele si fosse l'assassino del milionario, non offrendo il cadavere alcun segno di morte procurata da esterna violenza, ed avendo i medici rigettata come assurda ed improbabile l'idea di un avvelenamento. Altre disposizioni conteneva il testamento, di piccoli legati a favore de' suoi domestici. Il Baronetto raccomandava al suo erede ed esecutore testamentario di ritenere per amministratore la stessa persona, di cui egli si era servito, e la quale era un americano di comprovata probità. Da ultimo, il testamento conteneva le disposizioni che avrebbero dovuto aver luogo nel caso previsto di una mancanza di Daniele a' suoi obblighi. I suggelli furono apposti alle carte del Baronetto; un minuto inventario fu formato di tutte le suppellettili di Schoene Aussicht. Daniele non doveva essere posto in possesso di tutto, che dopo compiti i nove mesi. L'Autorità procedè a quei provvedimenti che sono richiesti per garentire l'esatto adempimento della volontà del testatore.

Il dottor Weiss, incaricato della imbalsamazione, si apprestò a far paghi i desiderii del suo defunto amico, il quale gli avea con tutto il calore dell'amicizia raccomandato di assicurarsi bene della realtà della sua morte. Il dottor Weiss volle rimaner solo col cadavere del Baronetto. Egli cominciò da prima ad esplorare se fosse incominciata la latente insensibil putrefazione delle parti mobili del corpo, primo segno che caratterizza la morte. L'organismo di Edmondo era intatto, epperò non era impossibile che un resto di vitalità si nascondesse in uno de' precipui organi destinati a conservar la vita. Con ogni minutezza ei procedè in tal dilicata disamina. Egli è certo che, quando un principio di vitalità rimane concentrato nelle più intime parti dell'organizzazione, non può sfuggire allo sguardo profondo e indagatore dell'uomo dell'arte; imperocchè in questo caso la fisonomia del creduto estinto offre indizii e caratteri che sono ben diversi da quelli che si scorgono su i volti dei veri morti.

Il dottor Weiss notò l'incipiente sfiguramento de' lineamenti del volto del Baronetto; l'espressione morale della fisonomia sparisce sotto il marchio della morte. Tutte le fisonomie de' cadaveri hanno una sola espressione, la serenità. Nel volto de' morti apparenti i vasi capillari ed il sistema linfatico hanno un movimento benchè esilissimo, e le cellulari un certo turgore, che mantiene alla persona il suo aspetto abituale. Ne' cadaveri un color plumbeo si spande sulle forme del volto: la pallidezza è tetra e si avvicina al giallognolo. Il dottor Weiss pose il termometro al contatto delle parti vitali del corpo del Baronetto! un freddo glaciale abbassò leggermente il mercurio. Un altro segno caratteristico della morte vera, secondo Nysten, è la inflessibile rigidezza dei muscoli. E i muscoli del Baronetto eran duri come legno.

Il dottor Weiss osservò che gli occhi di Edmondo, comunque trovati aperti in tutta la loro ampiezza, eran privi di ogni moto, ed incominciavano a diventare a poco a poco affossati, nebbiosi e flaccidi. Era quasi impossibile di abbassare la palpebra superiore. Il medico alzò la mano del Baronetto, nè riunì le dita, e passò un lume dietro ad esse; nessuna trasparenza vi si notò, come vi si osserva ne' vivi.

Le palme delle mani e le piante dei piedi avean preso un color giallo carico. Gli sfinteri eran rimasti aperti e dilatati senza veruna elasticità. Il dottor Weiss non lasciò alcun tentativo per accertarsi della morte effettiva del Baronetto; egli operò eziandio parecchie forti fregagioni sulla cute dell'estinto, ma questa non si arrossì affatto, nè si riscaldò. Finalmente, per esaurire tutt'i mezzi di cui l'arte si vale per iscoprire la vitalità ne' morti apparenti, il medico tedesco fece uso del più sicuro di tutti, quello cioè dello stimolo elettrico[6].

La più compiuta certezza era ormai nell'anima del dottor Weiss sulla morte del Baronetto, dal cui corpo cominciava ad esalare quel nauseante odore, specifico dei cadaveri, e che annunzia l'incipiente decomposizione. Il dottor Weiss, comechè pienamente sicuro della morte del Baronetto, volle per altro, lasciar passare l'intera giornata e la notte consecutiva, prima di accingersi all'operazione della imbalsamazione. E il dì vegnente, a prim'ora del giorno, egli vi si apprestò.

Molti giovani studenti di medicina, moltissimi curiosi, la maggior parte degli amici di Edmondo, e quasi tutti i suoi domestici vollero assistere all'operazione. Daniele era nel numero. Muniti dei necessarii strumenti e degli agenti chimici che sono richiesti, il Dottor Weiss eseguì l'imbalsamazione con profonda sagacia ed esattezza. Egli polverizzò due libbre di arsenico colorandolo con un poco di cinabro o minio, per ottenere il colore del sangue; e sciolse il tutto in una quantità d'acqua naturale! eseguì poscia l'incisione verticale alla sinistra arteria carotide, e v'iniettò la composizione che abbiam cennata; legò il segmento superiore dell'arteria recisa non sì tosto vide da questa comparire il materiale iniettato. Il resto dell'operazione fu fatto con pari accortezza e sagacia[7]. Terminata l'operazione, il dottor Weiss, rivoltosi al cadavere del Baronetto, gli disse:

— Eccoti pago, infelice mio amico; ho adempito al mio debito! ti ho strappato alla corruzione.

Voltosi poscia a Daniele, che pallido, stralunato, immobile, era stato presente all'imbalsamazione, gli disse: