— Ora spetta a voi, signor custode della morte; consegno a voi il cadavere del Conte di Sierra Blonda in ottimo stato, esso si manterrà fresco, flessibile, e naturalmente colorito. A voi, dunque, signor Daniele de' Rimini, incominciate il vostro ufficio! i nove mesi principiano: l'eredità vi aspetta!
Dette poscia un'occhiata all'orologio, e con sarcasmo soggiunse:
— Sono le otto: andiamo, signor de' Rimini, il Baronetto attende il suo caffè!
V. LA CAMERA VERDE
È anche mia precisa volontà che il MIO CADAVERE dopo l'imbalsamazione, rimanga nella camera verde del secondo piano della mia proprietà di Schoene Aussicht.
«Il mio cadavere sarà vestito con quella proprietà e decenza che si convengono al rango ed alle ricchezze del Baronetto Brighton, Conte di Sierra Blonda. Ogni giorno se gli cambierà la biancheria, ed ogni settimana i vestiti.
«Due volte al giorno il signor Daniele de' Rimini recherà egli stesso al mio cadavere, nel cospetto de' servi testimoni, il caffè e in quelle stesse ore in cui soglio prenderlo al presente».
Era ormai tempo di eseguire le dette prescrizioni del Baronetto.
A quella parola che il dottor Weiss avea diretta con sarcasmo a Daniele, ricordandogli di dover porgere il caffè al morto, la comitiva raccapricciò. Tutti guardarono con una certa angosciosa ansietà il giovine italiano che doveva adempire a quell'ufficio sì tristo e ridevole a un tempo. Ma Daniele non indietreggiò innanzi all'orrore che gli ispirava ormai quel cadavere: egli non doveva vacillare un momento. Eran cominciati i nove mesi, a capo dei quali erano la fortuna e la felicità. Daniele comandò a' servi che allestissero il caffè. Una febbrile energia invadeva le fibre dell'erede... Egli più non capiva quello che veniva buccinato nei diversi gruppi sperperati nella camera; il suo volto era livido, ma la vivacità del delirio era nei suoi occhi; la coscienza della propria situazione non l'avea per altro abbandonato. Il caffè fu recato nella solita coppa d'oro in cui il Baronetto solea prenderlo. Daniele tolse di mano ai servi il vassoio d'argento sul quale era la tazza ricolma di caffè, e con piè fermo si accostò al letto su cui giaceva l'estinto. Il vassoio non pertanto traballava nelle mani del perfido. Giunto alla sponda del letto, Daniele, con voce tremante e appena sensibile, dimandò al cadavere:
— Signor Baronetto, vuole il caffè?