Daniele mise un sordo gemito, indi fu assalito da una tosse violenta e terribile, che durò alcuni minuti, a capo de' quali disse al Duca con voce appena sensibile:

— Uomo senza onore vil creatura!.... Maritata!.... E chi è l'indegno ch'ella ha sposato?

— Ecco lo sposo di mia figlia, disse il Duca additando un uomo ch'era apparso sulla soglia del salotto.

— Maurizio Barkley! esclamò Daniele, e una fiamma di furore gli incendiò la faccia.

III. LO SCHIAVO

Innanzi tutto spieghiamo in che modo era avvenuto il matrimonio tra Maurizio ed Emma.

Già motivammo le ragioni che a poco a poco persuasero la figlia del Duca a disamar Daniele. Un giorno ch'ella era in compagnia di Lucia costei le palesò la storia del giovin trovatello; le disse come Daniele era stato educato insieme con lei; le narrò fil per filo la storia dei loro innocenti e fanciulleschi amori, ond'ella concepì in appresso tanta passione; non le nascose il giuramento che Daniele avea profferito al letto di morte del suo secondo padre e benefattore; e soltanto non disse motto riguardo al sussidio mensuale ch'egli ricevea da misteriosa mano, avendole proibito Maurizio di palesar questo alla Duchessina. Maurizio era divenuto l'amico più intimo della giovinetta Lucia: quelle due anime nobili e gentili si erano ravvicinate nella simpatia della virtù. Lucia trovò, un fratello in Maurizio. Molte volte la fanciulla il pregò di rivelarle il nascimento di Daniele; ma egli, anche dopo la morte del Baronetto serbò il segreto su questo particolare, aspettando che gli avvenimenti avessero rischiarato un fatto, sul quale non volea gittare alcuna luce, però ch'ei temeva giustamente di perdere l'amicizia del Duca di Gonzalvo e di Emma, se avesse fatto conoscere le relazioni che eran passate tra lui ed il Baronetto Brighton.

Ritornato in Napoli, dopo il viaggio rapidissimo che avea fatto in diversi paesi di Europa per eseguire l'ultima volontà di Edmondo, Maurizio mantenne il più assoluto silenzio su gli avvenimenti ch'erano accaduti a Manheim. Riveduto con estremo piacere dal Duca di Gonzalvo e da Emma, la sua passione per la giovine Andalusa si accrebbe a tale, che gli fu impossibile di nasconderla più a lungo agli occhi della nobile giovinetta: Emma il comprese, ed il suo cuore indovinò ch'ella era da gran tempo amata. Il cuore di Emma era libero. Maurizio era il modello della virtù sulla terra: non passava giorno in cui quel generoso amico non le desse novello argomento di stima e di ammirazione, tanto che agli occhi di lei nessun uomo avrebbe mai potuto arrivare all'altezza cui si era messo l'Esquire Barkley. Egli non era nè ricco, nè nobile, ma la sua anima era una miniera inesauribile di ricchezze e di nobiltà. Tutti gli uomini sembravano ad Emma o troppo effeminati, o infinti, o pieni di basse e volgari passioni, o troppo invasi d'amor proprio e tronfi di sè stessi. Ella finì col disprezzare tutti gli adoratori che le facean cerchio, e non tenne in pregio che il solo Maurizio.

Dal momento che la figliuola del Duca si accorse di essere amata dall'inglese, ella non si abbandonò più verso di lui a quelle espressioni di amicizia a cui dianzi abbandonavasi. Maurizio si avvide di essersi tradito, di essere stato compreso, e da questo istante i suoi giorni non furono che una continua trepidazione. Nel cospetto di lei, egli allibiva, arrossava, confondevasi, tremava! Un giorno Lucia Fritzheim era in casa di Emma. Queste due tenerissime amiche si vedeano ben sovente, e la loro affettuosa intrinsechezza avea in qualche modo fatto sparire la distanza che la fortuna avea messa tra loro. In mentre che le due fanciulle stavano col cuor sulle labbra raccontandosi tutte quelle piccole avventure di famiglia che formano l'ordinario subbietto delle conversazioni donnesche, Maurizio si presentò... Il suo volto era scolorato, i suoi occhi erano bagnati di pianto.

— Io parto, diss'egli seccamente alle due fanciulle.