Maurizio non rispose che cadendo alle ginocchia della giovinetta, ed esclamando con un accento di passione estrema:

— O Emma se tu fingi, uccidimi, e così almeno io rimarrò eternamente nella terra ove tu sei.

Due mesi dopo di questa scena, Maurizio Barkley era lo sposo di Emma di Gonzalvo. Il Duca e la Duchessa erano stati vinti e soggiogati dall'ascendente che il Barkley avea preso sul loro animo, e non avean saputo resistere alla volontà della diletta figliuola. Un tal matrimonio sorprese tutti; le più assurde voci corsero nel paese e ne' crocchi della nobiltà sulle ragioni che avevano indotto l'altero spagnuolo a dar sua figlia ad uno sconosciuto straniero; e tutti ammiravansi del come la superba moglie del Duca, così severa in sull'articolo di nobiltà, fosse condiscesa ad una unione che non offriva, da parte dello sposo, almeno una mezza dozzina di blasoni e di titoli. E noi stessi saremmo maravigliati d'un tal matrimonio e non sapremmo spiegarcelo, se non guardassimo ad altre considerazioni di gran lunga più alte, e non ne trovassimo la ragione in quelle arcane fila che ordisce la Provvidenza affinchè la virtù non vada priva di ricompensa.

Maurizio Barkley sposo di Emma di Gonzalvo ci sembra l'umana soluzione d'un problema provvidenziale.

Maurizio era dunque apparso in sul limitare dell'uscio del salotto di ricevimento. Se la rabbia, il dolore e la sorpresa di Daniele furon grandi, non minore fu lo stupore del Barkley nel ravvisare il figliuolo di Edmondo. Daniele rimase per qualche istante muto e fulminato da quell'impensato avvenimento. Egli guardava con occhi di tigre affamata lo sposo di Emma, ed un affanno il prese... Il respiro gli usciva a sbruffi concitati dalla bocca e dalle narici. Poco stante, ei si lanciava su Maurizio, il ghermiva per ambo le braccia, e, con voce strozzata da violentissima rabbia, diceagli.

— Maurizio Barkley, io so tu chi sei. Indarno ti ascondi sotto le tue vesti d'un'affettata probità, e covri l'infame tuo volto colla maschera dell'educazione: io ti conosco.

Appresso di questo, Daniele, tenendo sempre stretti nei suoi pugni di acciaio i due avambracci di Barkley, si voltava inverso il Duca, e gli dicea:

— Signor Duca, IL CIELO VI PUNISCE DEL VOSTRO ORGOGLIO e della mancanza alle vostre solenni promesse. Voi avete data vostra figlia in isposa al MIO SCHIAVO QUICKEYE!

— Che! Che cosa dite mai! esclamò con voce di folgore il nobile spagnuolo.

— Dico ripigliò Daniele, che questi è un Cafro mio schiavo comprato da mio padre in America tra un carico di schiavi provvenienti da Bahor. Il nome di Maurizio Barkley gli fu dato dallo stesso mio padre.