Daniele ebbe un soprassalto di gioia, spalancò gli occhi, mandò un grido fioco, e le lagrime sgorgarongli dagli occhi con impeto irrefrenabile. Lucia era già alla sponda del suo letto.
V. LE NOZZE
Lucia, prese tra le sue mani la destra di Daniele, l'inondò colle sue lagrime. Le violente commozioni che soffriva le avean fatto un tal nodo alla gola, ch'ella non potè pronunziare una sola parola; pur nondimeno il suo pianto narrava abbastanza la piena di affetti che mettea sossopra la sua anima. Ella rivedea, dopo due anni, l'uomo ch'era stato la prima e l'unica passione della sua giovinezza; il rivedea ridotto alle porte della tomba, a tanto che poche altre ore parea che gli avanzassero di vita.
Alla vista di Daniele, sulle cui sembianze erasi già sparso il giallognolo pallor di morte, Lucia provò tal stringimento di cuore e tale ambascia che la sua faccia era divenuta bianchissima. Tutt'i falli dell'amato giovine ella avea dimenticato; ed avrebbe dato con suprema gioia il resto della propria vita per rimirar Daniele in quel medesimo stato di salute in cui era quando partì. Quel che provava il cuore del figliuolo di Edmondo non tenteremo di esporre. Soltanto diremo che la presenza di quella fanciulla aveagli cagionato tale tempesta di emozioni, di rammarichi e di rimorsi, che il suo guardo era rimasto per qualche tempo fisso al cielo, come se ne avesse implorata tutta la misericordia. Daniele e Lucia furono lasciati soli.
La conversazione ch'ebbe luogo tra loro, le parole strazianti di affetti che furono ricambiate fra que' due sono per noi un mistero che non cercheremo di scoprire, imperciocchè rispettiamo la voce del pentimento ch'esala dal cuore di un moribondo.
Un quarto d'ora dopo, Lucia entrava cogli occhi smarriti e deliranti nella stanza contigua dov'erano raccolti gli amici di Daniele, e annunziava loro che l'ammalato era stato sovrappreso da un deliquio che facea spavento.
Tutti gli aiuti furono apprestati all'infelice giovine che fu trovato moriente. I medici dichiararono che qualche ora appena restava di vita all'infermo. Un tale annunzio fu per tutti un colpo di fulmine. Si mandò a chiamare un notaro per ricevere dalla bocca del moribondo le ultime volontà testamentarie. Si dette ordine per le subitanee nozze di Lucia con Daniele, il quale voleva adempiere a questo atto non solamente per mantenere il giuramento solenne profferito al cospetto di Dio, innanzi al quale tra poco sarebbe venuto, ma bensì per lasciare alla legittima moglie tutt'i suoi beni e ricchezze, quasi ammenda de' mali che le avea fatti. Egli aveva eziandio manifestato il desiderio di rivedere i fratelli e la sorella di Lucia. Fu spedita una carrozza di esso Daniele per andare a prendere la famiglia di Fritzheim.
Tutto il palazzo M.... fu messo in movimento grandissimo. L'arrivo del milionario, le sue avventure e la sua prossima fine formavano il subbietto di tutte le conversazioni della capitale; in tutti era eccitata la curiosità, sicchè le porte e i dintorni di quel palazzo erano affollati da ogni maniera di gente, ora per servigi, ora per interrogazioni, ora per visite, ora per mera curiosità. Molte persone che nessuno conosceva si erano introdotte nel quartiere del Conte di Sierra Blonda, e ne ingombravano le sale e le stanze interne: qualcuno si era avanzato finanche nella camera da letto. Nessun comando veniva più eseguito, dappoichè il solo padrone della casa era Daniele, e questi non era più nel caso di significare la sua volontà.
Tutto quello che accadeva intorno a lui non colpiva più i suoi sensi, e soltanto riverberava nel suo cervello a guisa del mormorio delle lontane onde del mare. Gl'interessi e le cose della terra più nol toccavano tutto ormai gli era straniero: il mondo si allontanava con grande velocità da lui, come que' paesaggi indorati dalla luce del sole che si allontanano dagli occhi dell'esule mentre abbandona la nativa sua terra.
Allorchè Lucia, pallidissima e sfinita da crudeli commozioni, era venuta nella stanza contigua a quella dov'era l'infermo, a fin di chieder soccorso, tutti coloro che si trovavano in quella camera, erano affluiti dappresso a Daniele. Ma Daniele non dava altro segno di vita che il girare lentissimo delle smorte pupille. Egli avea perduta per sempre la parola: la voce era spenta. L'ultima frase che avea detta a Lucia era stata: