E traeva dalla tasca del soprabito un elegante borsellino di seta a maglie, ne cavava una moneta, gittandola con superbia e con fastidio sul cassettone. Era un pezzo di dodici carlini che ribaltò su quel mobile, e urtò nel bicchiere ove era riposto il lumicino che si spense affogando nell'olio rovesciato.
Lucia mandò un grido di disperata angoscia.
Padre Ambrogio si alzò pacatamente, raccolse dal cassettone la moneta, e, consegnandola al giovine, gli disse con paterna bontà:
— Prendete, signore; per ora questa disgraziata famiglia ha d'uopo di pietà, di amore, di aiuti affettuosi; ha bisogno di cuore e non di metallo. Riprendete la vostra piastra: se ci sarà bisogno di danaro, posso pel momento provvedervi io stesso. Unisco le mie preghiere a quelle di queste infelici creature acciocchè vi compiaciate rimanere in questa casa durante questa notte, ch'è già scorsa quasi della metà. Pensate che il misero Giacomo non vedrà la dimane; egli forse, innanzi di spirare, può chieder di voi: pensate che quest'uomo è stato per voi non solo un padre, ma un amico, un vero amico. Si provvederà poi pel vostro cavallo, non temete. Rimanete, non abbandonate questa infelice famiglia in questa ora tremenda.
— Mi duole dovermi ricusare a' vostri comandi, rispose Daniele, ma è impossibile ch'io mi trattenga più a lungo. Sarò qui domani all'alba... Addio.
Non fu più possibile trattenerlo.
Egli avea varcata la soglia della porta senza neanche gittare uno sguardo al vecchio moribondo e alla sua fidanzata, che rimaneva come istupidita e schiacciata dalla disperazione.
Un solo individuo avea la faccia sorridente nel mezzo di que' gruppi di dolore: Uccello; un lampo di gioia stravagante brillava sulla sua stupida fisonomia. Egli girava qua e là per la camera, schioppettava con la mano, guardava sovente verso l'uscio delle scale, e rideva... rideva con quel riso corto e a colpetti.
Di botto, Daniele si presenta di bel nuovo in sul limitare della camera.
Ei getta d'intorno a sè uno sguardo furioso.