— Ebbene, a chiunque v'incarica di ciò, signore, voi risponderete ch'io ho ricusato di prender questo danaro; un padre non si fa pagare delle cure ch'ei prodigalizza a suo figlio, e padre io mi estimo inverso Daniele. Io son povero, signore, ma non mi avvilisco a ricever guiderdone da una incognita mano e per un'opera onde io risento la più cara soddisfazione dell'anima mia.
L'incognito non credeva a' suoi orecchi; pareagli che lo stradiere non avesse parlato da senno, e tornò a dirgli:
— Sig. Fritzheim, questi duemila ducati sono vostri, interamente vostri; non vi si danno per compenso alcuno; voi seguirete ad essere il padre di Daniele; parmi che non vi sia ragione di ricusare.
— Ed io ripeto che non accetterò mai questo danaro; non l'accetterei neanche se mi venisse dalle mani medesime del padre di Daniele; pensate se voglio accettarlo da una mano che si nasconde.
— Ebbene, io vi ammiro, sig. Fritzheim: la rigida probità del vostro animo già mi era nota. Vi confesso nondimeno che un simil rifiuto è al di sopra di ogni previsione; io però non insisterò più oltre, ma la mia commissione non si limita a questo, sig. Fritzheim, e questa volta vi avverto che un vostro rifiuto sarebbe inutile.
— Di che si tratta ancora? dimandò Giacomo con leggiero aggrottar di ciglia.
— Si tratta che io sono incaricato di passare questa somma di duemila ducati a Daniele. Non si era preveduto il vostro rifiuto, sibbene il caso in cui non vi avessi trovato, capite!
E l'incognito fece un gesto col quale intendeva dire: nel caso in cui vi avessi trovato morto.
— La cosa è differente, disse Giacomo, non posso oppormi a tutto ciò che può contribuire alla felicità di Daniele.
— Lodato Iddio! esclamò l'incognito; compiacetevi di chiamare il vostro figlioccio.