Giacomo entrò nelle stanze contigue e poco stante tornava con Daniele.
Il giovine salutò col capo l'incognito; il quale rispose con bel garbo e guardandolo fisamente.
— Alla buon'ora! osservò tra sè l'incognito, eccone uno che gli rassomiglia! Bel giovinotto, voi siete nato sotto una buona stella; la fortuna vi arride; d'ora in poi non dovete pensare ad altro che a divertirvi.
— Come a dire? chiese il giovine estremamente maravigliato.
— Eccovi una polizza di ducati duemila; essa è vostra.
— Mia!! esclamò Daniele con gli occhi lampeggianti di gioia.
— Sì Signore, vostra; questa polizza è pagabile al porgitore, e la firma è ben nota al Banco.
Daniele che aveva afferrato con avidità quel pezzo di carta che per lui era una fortuna enorme, gittò gli occhi sulla firma per conoscere il nome di colui che il rendea ricco. Quella polizza avea sul dorso il nome di Maurizio Barkley.
— E questo nome signore? dimandò Daniele.
— Non posso rispondere a nessuna vostra interrogazione, signor Daniele. Ma io non ho ancora finito di adempiere al mio incarico. Eccovi un altro polizzino di cinquanta ducati: ogni mese avrete una simil somma.