— Me ne compiaccio infinitamente, disse questi ferito alquanto dalle ultime parole del prete.

— Or dunque, signor Daniele, la sorte di Lucia mi commuove profondamente. Dal dì della morte del padre la tapinella è in preda ad una febbre nervosa che minaccia di voltarsi a male. La trista scena ch'ebbe luogo pochi istanti pria che spirasse il buon Giacomo e le costui ultime parole le cagionarono un delirio violento che per buona ventura è cessato, lasciandole impertanto nel capo una confusione spaventevole per la sua ragione. E voi l'avete abbandonata, signor Daniele, mentre una vostra parola avrebbe gittato in quel cuore la speranza e la vita? Voi l'avete abbandonata appunto allora che suo padre l'abbandonava, da Dio chiamato, come spero, alla gloria celeste, e allora che un dubbio crudele su i vostri sentimenti lacerava l'animo di quella infelice! Voi avete, signor Daniele, deposto nelle mie mani un giuramento ed eravate libero di non profferirlo. Io non dubito che voi lo manterrete. Se, oltre la religione, l'amore non ve ne fa una legge l'onore vel comanda; voi siete un gentiluomo, l'onore è sacro per voi... Venite adunque, venite a rassicurare quella misera, venite a spargere su quel povero cuore una goccia di balsamo: vel chieggo in nome di Dio, dell'onore, dell'umanità.

Daniele, senza dar segno di minima commozione, suonò un campanello d'oro che aveva a distanza di mano, e al domestico che si presentò sul limitar della porta disse in lingua francese, perocchè francese era il domestico:

— Non è venuto questa mattina alle nove il Marchesino?

— No, signore.

— Va bene. Come sta il mio cavallo?

— Sta meglio, signorino; ieri ha camminato un poco e parea che più non zoppicasse.

— Avete fatto accomodare il fusto della sella?

— Signorsì.

— E gli staffili?