— Nuovi, signore, al tutto nuovi, perchè il cuoio era consumato ai vecchi.

— Bene; e le sguance?

— Tutto a nuovo, signore.

— Benissimo; accendete un candelotto pel sigaro. Eccomi a voi, signor Abate, riprese con massima freddezza l'insolente trovatello; scusate se vi ho interrotto.. Voi dunque dicevate che...

E Daniele accendevasi il sigaro, come se si fosse trattato della più indifferente conversazione.

Una lagrima spuntò sulle ciglia del sacerdote. Tanta perversità di animo superava qualunque antiveggenza.

— Veggo che il vostro cavallo vi sta più a cuore che la povera Lucia, signore. Non ho più a dirvi che una sola parola: Dio salverà Lucia e le darà la forza di strapparsi dal cuore una passione cotanto infelice; ma Dio confonde anche i perversi, e guai... guai all'uomo che si fa giuoco della vita del suo simile!

Padre Ambrogio si alzò... Non mai questo venerabil servo del Signore era stato visto così commosso ed agitato; il suo volto era pallido, i suoi occhi bagnati di lagrime.

— Non voglio esservi più importuno, o signore; io vado via, ritorno presso quella sventurata che considero come mia figlia. Ah! voi non potete comprendere quello che ora soffre il mio cuore. Avea sperato ritornare presso quella buona creatura arrecandole una parola di speranza e di conforto; io le avea promesso di ritornar con voi... Con quale ansia non mi aspetterà la misera? E dovrò dirle che Daniele, l'amor suo, la sua vita, più non è per lei! Che ogni speranza è finita! Ah signore, ripeto, che voi non potete, comprendere quel che soffre al presente questo mio cuore!...

Padre Ambrogio piangeva... Daniele non avea cessato di fumare con una placidezza spaventevole.