Ciò dicendo, l'infame trovatello intascava la lettera senza neppure dischiuderla, per tema che ad Emma non fosse nata la curiosità di gittarvi lo sguardo.

— In questo caso vi chieggo scusa, maestro che una tal donna fosse vostra innamorata. Vi assicuro che mi dispiace di essermi ingannata: non so perchè, ma quel nome avea destato in me una certa simpatia, anche perchè mi si disse ieri sera che un fanciullo di circa dieci anni in undici anni avea recata quella lettera. Il poveretto era stato dapprima alla vostra abitazione alla Riviera di Chiaia, dove gli avean detto che forse vi avrebbero trovato qui. La mia cameriera soggiunse che quel miserello si pose a piangere quando seppe che non eravate qui; sembrava afflittissimo e stanco a morte, perocchè avea fatto cammino a piedi, e diceva di esser partito nientemeno che da una strada lontana lontana; se ben mi ricordo, da S. Maria degli Angeli alle croci vicino al Real Albergo dei poveri! Queste ultime parole agghiacciarono il cuore di Daniele. Emma sapeva ormai la dimora di Lucia! Un'orma era segnata per discoprire il tutto! Daniele si morse le labbra: i suoi occhi gittavano veleno di collera.

— Intrighi, bugie, Duchessina: nulla di vero di quanto asserì quel fanciullo, al quale era stata forse insegnata una parte per commuover la gente di questa casa e carpirvi del danaro. Bricconi di pitocchi! Ei bisogna far cacciare dai vostri servi quel fanciullo, se si presenta di bel nuovo o qualunque altro venga in nome di questa intrigante avventuriera; i loro piedi brutterebbero la vostra casa; le loro parole contaminerebbero gli orecchi della vostra gente. Non mi arrecherebbe maraviglia se ardisse venir qui la stessa Lucia Fritzheim! Oh, Duchessina, ella ingannerebbe i più astuti. Se vedeste che sembiante d'innocenza! Che modi ingenui propri di un cuor gentile e virtuoso! Ma or siete avvertita, e non darete nella pania, siccome non vi cascheranno i vostri servi. Ma che dico! Ei bisogna, vi ripeto, ei bisogna far cacciare costoro senz'ascoltarli! Oh se vostro padre o vostra madre sapessero che donna è cotesta Lucia Fritzheim, non saprebbero abbastanza rammaricarsi che voi abbiate conservato un suo biglietto.

— Ma io ignorava tutto ciò, disse la fanciulla vagamente colorandosi di rosso nel volto.

— Abbastanza ci siamo occupati di questa sciagurata. Che il suo nome non contamini più le vostre labbra, Duchessina, fatemi l'onore di credere che nè il cuore nè il mio pensiero scendono tanto giù.

Sul sembiante di Daniele eran dipinti il dispetto, la collera, il livore. Emma credette scorgervi un sentimento di giusto sdegno.

— Dite bene, maestro, non parliamo più di ciò. Non potete credere come mi fa male il sentir certe cose. Oh che brutta cosa è la menzogna, l'ipocrisia, il tradimento!

Daniele stravolse gli occhi come se avesse avuto sul capo un colpo di mazza. Per buona ventura, Emma nol guardò in quel momento, dappoichè avea di bel nuovo spiegato sul leggio del piano-forte la prima pagina della ballata spagnuola.

— Voi dunque, maestro, m'incoraggiate a cantare questa ballata sabato sera da Lady Boston?

— Se v'incoraggio, Duchessina! Che cosa volete ch'io vi dica? Voi la canterete, se vi piace, e se l'avete promesso a quella ragunata e al visconte di Boisrouge; voi la canterete, e farete impazzare tutti quei signori. Ma per me, voi lo sapete; io vorrei che voi non cantaste giammai nelle ragunate... Io sono geloso, Duchessina.